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venerdì 6 giugno 2014

DIO OPERA ATTRAVERSO DI NOI

 Tratto dal libro 
"La Luce che guarisce"



Se cerchiamo di accendere un ferro da stiro elettrico ed esso non funziona, dobbiamo guardare se la spina è collegata e se è presenta la corrente elettrica. Non sarebbe certo utile stare sgomenti davanti al ferro e gridare: “Oh, elettricità, ti prega di entrare nel mio ferro e farlo funzionare!“. Questo ci fa comprendere che, mentre nel mondo vi è moltissimo di quel potere misterioso che chiamiamo energia elettrica, solo la quantità che scorre attraverso la parte elettrica del nostro ferro da stiro lo può far funzionare.
Lo stesso principio vale per l’energia creativa di Dio. L’intero universo è pieno di esso, ma solo la quantità che può fluire nel nostro organismo può esserci di aiuto.
Nel corso degli anni, l’uomo ha spesso cercato di far fluire questa energia vitale nel suo organismo, generalmente dicendo: “Oh, Dio, ti prego di fare questo o quello!”. E siccome non abbiamo visto il risultato sperato, abbiamo deciso  che Lui non ci dato alcuna risposta, e che non vi è alcuna utilità nella preghiera, perché Dio, se esiste , farà comunque come piace a Lui, indipendentemente dalla nostra volontà.
In altre parole, mettiamo in dubbio la volontà o la capacità di Dio di produrre nel nostro corpo o nelle nostre vite i risultati che desideriamo. Non mettiamo in dubbio la nostra capacità di entrare nella sua divina Presenza e riempire noi stessi con Lui, ma pensiamo che da parte Sua manchi la disponibilità ad entrare in noi per riempirci di Se stesso.


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Dio è sia dentro che fuori di noi. Egli è la sorgente di tutta la vita; il Creatore di universi dietro universi, e di inimmaginabili profondità di spazi inter-stellari e di anni luce senza fine. Ma Egli è anche la vita interiore dei nostri piccoli sé. E proprio come in un mondo intero pieno di energia elettrica, una casa non si illumina se non è stata preparato a ricevere l’elettricità, così l’infinita ed eterna vita di Dio non ci può aiutare se non siamo pronti a riceverla dentro di noi. Solo la quantità di Dio che può entrare in noi, potrà lavorare per noi.
“Il Regno di Dio è dentro di voi”, disse Gesù. E tale Regno è la Luce interiore, il luogo segreto della Coscienza della Altissimo, che rappresentare il Regno dei Cieli nella sua attuale manifestazione su questa terra. Imparare a vivere nel Regno dei Cieli significa imparare ad accendere in noi la luce di Dio.
Dobbiamo sempre considerare che Dio non è un impulsivo e irragionevole sovrano, che rompe le proprie leggi a proprio piacimento. E nel momento che veniamo a sapere come Dio faccia le cose attraverso di noi (non per noi), tutto diventa semplice come respirare, inevitabile come l’alba che sorge ogni giorno.
“Ma Dio è onnipotente!”, dice qualcuno, “Lui può fare qualsiasi cosa che gli piace!. “Certo, ma Lui ha creato un mondo con delle leggi ben precise, ed a Lui non piace rompere quelle leggi”.

Un ingegnere saggio studia le leggi con cui fluisce l’acqua corrente e costruisce il suo sistema idrico in conformità con tali leggi. Uno scienziato saggio, studia le leggi della natura e adatta i suoi esperimenti a tali leggi. E per un saggio cercatore di Dio, la cosa migliore da fare è studiare le leggi di Dio, ed a queste adattare le sue preghiere. Non esiste un grande mistero, riguardante la volontà di Dio per quello che riguarda il nostro piccolo sé. Troviamo la sua volontà scritta nella sua natura, e la natura di Dio è amore.
Perciò, quando preghiamo in conformità alla legge dell’amore, stiamo pregando secondo la volontà di Dio.


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Quasi tutti, in un momento di grande stress, hanno gridato chiedendo aiuto a qualcuno o qualcosa, anche se lo hanno fanno per un irragionevole impulso istintivo, e subito dopo sono stati capaci di negare di averlo fatto.
È un fatto che gran parte delle preghiere, innalzate a gran voce verso la Divinità, non sono riuscite a produrre dei validi risultati. Quindi un gran numero di cristiani, non volendo credere che Dio non può guarirli, si sono convinti che Lui non intende farlo. 
Chi siamo noi per poter andare contro la volontà di Dio?....quindi sospiriamo: “Sia fatta la Tua volontà”.Ma qual'è la volontà di Dio?
......dimenticano sia l’esempio che le parole di Gesù Cristo. Egli, infatti, ci ha detto che Dio è un Padre amorevole, che si compiace di dare cose buone ai suoi figli.

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Quando ci rendiamo conto che Dio non è solo trascendente, ma è anche immanente, in altre parole Egli non è solo nel cielo e nei cieli dei cieli, ma anche nella nostra mente limitata e nel nostro piccolo corpo, allora questo difficoltà scompare. Comprendiamo allora che la mancanza di successo, con la preghiera , è non dovuto alla volontà di Dio, ma alla nostra incapacità di vivere abbastanza vicino a Dio, da consentirGli di compiere la sua volontà nei nostri confronti. 

Quando le nostre luci elettriche illuminano poco o niente, sappiamo che la loro mancanza di forza non è l’assenza dell’infinito ed eterno flusso di energia elettrica nell’universo, ma va ricercata nei collegamenti che le uniscono con quel flusso.

San Paolo raccomandava ai suoi amici Efesini di camminare come “Figli della Luce“: vivere, cioè, come se fossero fatti di una energia vivente; un’energia in movimento come la luce. Qualche secolo fa avremmo pensato che questa era solo un’idea fantasiosa. Ora, grazie agli scienziati, sappiamo che le cose stanno proprio così. Essi, infatti, hanno scoperto che il corpo non è costituito da materia solida, ma da particelle di energia. Queste particelle si attraggono e si respingono l’un l’altra, creando delle piccole esplosioni di luce. Perciò, da questo punto di vista il nostro corpo è pieno di luce 



La luce che proviene da Dio...
e illumina il mondo.
 Se ci crediamo per davvero, 
 se abbiamo fede, 
 se mettiamo in pratica il 
Suo comandamento 
"Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi"

giovedì 5 giugno 2014

LA LUCE CHE GUARISCE


<<Dio non ascolta le mie preghiere....cosa ho fatto di male?  forse Dio non esiste?>>
<<Dio esiste, tu non hai fatto nulla di così grave e  quando ti rivolgi a Dio con fede e pentimento Lui ti ascolta sempre..... semplicemente non sai pregare.>>

Così  rispose un mio caro amico, tanto tempo fa,ad una mia domanda che potrebbe essere la domanda di tante persone.
Sono cresciuta, sto ancora imparando a pregare, ma quando mi avvicino a Lui con fede, Dio ascolta  le mie preghiere.
Un libro scovato per "caso" su internet, proprio quando avevo davvero bisogno di Dio, mi ha aperto la mente e mi ha dato una marcia in più nella preghiera.... e nella fede.

LO CONSIGLIO A TUTTI, CREDENTI E NON CREDENTI
perché Dio è per tutti,ama tutti, 
anche a te amico, che fai fatica a credere.




venerdì 22 novembre 2013

LA VERA FOLLIA DEL CRISTIANESIMO


Oggi  celebriamo la vera follia del cristianesimo, 

 se presa sul serio,
 ci farebbe tutti mettere in ginocchio ad adorare l'infinita misura di Dio. 
(Paolo Curtaz)



domenica 20 ottobre 2013

SIAMO CRISTIANI A META'.....

O FORSE NON LO SIAMO AFFATTO!!!

Il cristiano non è quello che va a Messa qualche volta , recita 50 Ave Marie o dice le preghiere la sera
Il cristiano è colui che vive di Cristo perchè lo conosce, non obbedisce a Cristo,  il servo  obbedisce, un amico no e Gesù ci ha chiamati amici"Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi"(Gio.15,15-16)
Il cristiano è colui che è talmente pieno di Gesù che non si sforza a fare la volontà del Padre, la fa e basta,  gli riesce semplice "rimanere" in lui." Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore" (Giov.15,10)
Dio  si è mostrato al mondo attraverso suo Figlio e "Se conoscete me,- dice Gesù- conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto" (Giov 14,7-8)

domenica 13 ottobre 2013

GLORIFICARE DIO



Glorificare Dio non significa solo ringraziare non è un particolare stato d'animo o alzare le mani e gridare “gloria a Dio!”

Può essere  anche questo, ma non è principalmente questo.
Glorificare Dio significa mettere a disposizione degli altri tutto quello che abbiamo ricevuto da Dio.Glorificare è considerare ciò che ha fatto Dio nella mia vita e agire di conseguenza è una riflessione è un chiedersi e un fare ; è “agire” piuttosto che parlare. 
Dio mi ama e io di conseguenza amo,
Dio mi perdona e anch'io perdono,
Dio ha creato per me il mondo, la vita e anch'io sarò portatrice di vita.....


giovedì 3 ottobre 2013

GLI ANGELI ESISTONO?

 «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino 
e per farti entrare nel luogo che ho preparato»
 (Esodo 23,20).




Fin dalla notte dei tempi c'è la consapevolezza dell’esistenza di un angelo custode posto da Dio a fianco di ogni essere umano.Nella Sacra Scrittura l’angelo è inviato da Dio per
manifestare la sua concreta presenza nel mondo e il suo intervento nella storia umana
Addirittura, in numerosi testi il soggetto dell’azione o della parola riportata è indifferentemente Dio o l’angelo di Dio.

domenica 1 settembre 2013

IO SONO QUI CHE ASPETTO.....

"Quando ti sei svegliato, questa mattina, ti ho osservato ed ho sperato che tu Mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole, chiedendo la Mia opinione e ringraziandoMi per qualcosa di buono che Ti era accaduto ieri: però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare.
Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per casa per vestirti e sistemarti: sapevo che avresti avuto del tempo solo per fermarti qualche minuto per dirMi "Ciao": però eri troppo occupato.
Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di canti di uccelli per vedere se così Mi ascoltavi: però nemmeno di questo ti sei reso conto.
Ti ho osservato mentre ti accingevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente, tutto il giorno, con le molte cose che avevi da fare: suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirMi qualcosa.
Al tuo rientro ho visto la stanchezza sul tuo volto ed ho pensato di rinfrescarti un poco facendo cadere una lieve pioggia perchè questa la portasse via: il Mio era un dono, ma tu ti sei infuriato ed hai offeso il Mio nome.

SANTA FAUSTINA KOWALSKA


Dalle profondità dell'essere infinito. — «Nessun'anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La mia misericordia è infinita e nessun angelo, nessuna creatura umana, potrà penetrarla fino in fondo per quanto duri l'eternità. Tutto ciò che esiste uscì dal profondo della mia misericordia per tutta l'eternità ogni anima è chiamata a contemplare la grandezza illimitata del mio amore e della mia misericordia. La festa della misericordia è uscita dal profondo del mio essere infinito e desidero che venga solennemente celebrata nella domenica che segue alla Pasqua di risurrezione. L'umanità non gusterà la pace, finché non verrà ad attingerla alle sorgenti della mia misericordia»





giovedì 22 agosto 2013

TUTTE LE RELIGIONI SONO UGUALI


CRISTIANESIMO: RELIGIONE DEL LIBRO O FEDE?

Le  religioni  monoteiste  (ebraismo,  cristianesimo,  islam),  sono     spesso  definite  come  le “Religioni del Libro”, in quanto queste si rifanno a un testo sacro, la Bibbia, la Parola di Dio, al quale poi ogni religione aggiunge un insegnamento che gli è specifico ed esclusivo, il Talmud, i Vangeli e il Corano. 

Il Libro, considerato sacro, è infatti la parola definitiva e immutabile data da Dio, ai bisogni e agli interrogativi dell’uomo, in un contesto sociale,culturale, familiare, ben diverso da quello che l’umanità si troverà a vivere poi nei secoli successivi.Tutte le religioni conducono a Dio e quindi alla salvezza. Qualunque religione ha come aspetto basilare i tre grandi cardini della spiritualità: la preghiera, l'elemosina e il digiuno (Mt 6,1-18), e la certezza (o la pretesa) di essere l'unica via di salvezza. Ogni religione si presenta infatti come quella vera, escludendo tutte le altre, denunciate come false o opera del demonio.
La certezza di essere il Bene e di possedere la Verità, consente di ostacolare,con qualunque mezzo, tutto quel che si ritiene gli sia contrario, e ogni religione sente di avere il diritto e il dovere di intervenire in ogni ambito della vita degli uomini, per imporre la divina volontà.
Ogni religione ritiene inoltre di avere l’esclusiva della fratellanza e della pace, anche se la storia insegna che proprio in nome della religione gli uomini si sono scannati gli uni contro gli altri, uccidendo e massacrando per la difesa del loro Dio.


giovedì 15 agosto 2013

"TUTTE LE GENERAZIONI MI CHIAMERANNO BEATA"


L'inizio e la fine della vita terrena di Maria, corrispondono al compimento del progetto che Dio ha sull'umanità. Creati a immagine e somiglianza di Dio , e chiamati a diventare suoi figli (Gv 1,12), gli uomini realizzano questa somiglianza nella vita terrena mediante la pratica di un amore che somigli a quello del Padre (Lc 6,35), e proseguono presso il Signore la loro esistenza passando la soglia della morte (Gv 11,25-26).
La Chiesa, presentando Maria come modello perfetto di questo itinerario di figliolanza e di somiglianza, ne celebra l'ingresso nell'esistenza terrena con l'Immacolata e quello nella sfera di Dio con l'Assunta. Queste verità, che pur non avendo alcun riferimento nel Nuovo Testamento appartengono al patrimonio di fede del popolo cristiano, sono nate dall'intuito della gente più che da dalla speculazione teologica.
Per “Immacolata” la Chiesa intende che, quel groviglio di colpe che impedisce la piena comunicazione di vita tra Dio e l'umanità, non pesa su Maria. Questa condizione non è statica, data una volta per sempre, bensì dinamica: la creatura è invitata a collaborare attivamente al dono del Creatore, sintonizzando il suo amore sulla stessa lunghezza d'onda di quello di Dio, “che ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati per mezzo della carità” (Ef 1,4).
Maria viene presentata dagli evangelisti come il segno tangibile di quel che Dio può realizzare con ogni creatura che non metta ostacoli alla potenza del suo amore e si lasci colmare dal suo Spirito.L’Immacolata è il sigillo dell'ottimismo di Dio sull'umanità, il segno di quanto stimi l'uomo, di come abbia bisogno di ogni persona per portare a compimento la sua creazione ed essere Padre per tutti gli uomini (2 Cor 6,18). 

L'itinerario di fede di Maria si può racchiudere nell'arco di due grandi cicli: le annunciazioni. 
Ogni annunciazione è una chiamata da parte di Dio alla pienezza di vita, e nell’ esistenza di Maria s’incontrano due importanti chiamate: nella prima il Dio di Israele , rimasto inascoltato dal sacerdote nel Tempio (Lc 1,20), si rivolge  ad una donna promessa sposa nella malfamata Nazareth (Gv 1,46), e le chiede di diventare la madre di suo Figlio (Lc 1,26-38).La seconda chiamata avviene in un clima altamente drammatico: tutto il clan familiare ha deciso di catturare Gesù ritenuto ormai demente (Mc 3,21-35). Il Galileo, presentatosi come l'inviato del Signore (Lc 4,18-21), si è comportato infatti come un nemico di Dio, trasgredendo i precetti e 
comandamenti più sacri (Mc 3,5.22; 7,15-23), e mentre le autorità religiose lo bollano come bestemmiatore eretico ed indemoniato (Mt 9,3), per la gente è solo un pazzo a cui lanciare pietre (Gv 8,59).La richiesta dei famigliari di Gesù “Tua madre e i tuoi fratelli ti vogliono”, è interrotta dalla fredda risposta del Cristo: “Chi è mia madre?...” Per Gesù suoi intimi sono solo quelli che lo seguono e come lui vivono la volontà del Padre traducendola in un amore incondizionato che si rivolge a tutti, prescindendo da categorie religiose, morali e sessuali (Lc 10,29-37).Maria deve scegliere: o resta con il clan famigliare, che ritiene Gesù un matto, e salva così la sua reputazione, o segue il figlio, conosciuto per essere “un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori” (Mt 11,19).A Nazareth la Vergine s'era fidata dell'invito rivoltole dal suo Signore e da questo suo assenso era nato il Messia di Dio. In questa seconda annunciazione, più sofferta e matura, Maria risponde ancora con un sì all'invito alla pienezza di vita che le viene dall'Uomo-Dio e che la condurrà a una nuova nascita: la sua,sarà Maria,la madre, che rinascerà dal figlio, nuova nascita che avverrà “dall'alto” (Gv 3,3), da colui che, innalzato in croce, trasformerà la madre nella fedele discepola ( Gv 19,25-27).
Coronamento della prima annunciazione era stata la beatitudine con la quale si aprono i vangeli: “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45); la seconda annunciazione troverà la sua formulazione nella beatitudine con la quale i vangeli si chiudono:“Beati quelli che pur non avendo visto crederanno” (Gv 20,29).
Mentre l'annunciazione di Nazareth culmina a Betlemme, dove lo sfolgorio di luce della gloria del Signore avvolge la nascita del Figlio, l'altra sfocerà nelle tenebre di Gerusalemme (Mc 15,33), dove bestemmie e sberleffi accompagnano la morte del Cristo e la nascita della Donna (Mc 15,29-32; Gv 19,27).
Presso la croce Giovanni non presenta una madre schiacciata dal dolore, che comunque sta vicina al figlio anche se questo è un criminale, ma la coraggiosa discepola che ha scelto di seguire il Maestro a rischio della propria vita, mentre gli apostoli, che avevano giurato di esser pronti a morire per lui (Mc 14,29-31), sono vigliaccamente fuggiti (Mt 26,56).
Non è stato facile per Maria....per schierarsi con il figlio si è messa contro la propria famiglia e ha dovuto rompere con la religione che, nella persona del suo rappresentante più alto, il Sommo sacerdote, aveva scomunicato Gesù (Mt 26,65; Mc 3,22). Infine, scegliendo il condannato, ha osato pure mettersi contro il potere civile che giustiziava quel Galileo come pericoloso rivoluzionario (Mt 27,38). 
Maria presso il patibolo aderisce attivamente a Colui che “rovescia i potenti dai troni” (Lc 1,52): sta dalla parte delle vittime di questi potenti e fa sua la croce, cioè accetta, come Gesù, di essere considerata un rifiuto della società pur di non venire meno all'impegno di essere presenza dell'amore di Dio in mezzo al mondo (Mc 8,34). 

Maria “Assunta” in cielo è la firma di Dio sul progetto “uomo”, un uomo che si lasci coinvolgere dall'azione vivificante dello Spirito santo. Tale glorificazione è il destino di quanti Cristo ha fatto fratelli perché, come scrive Paolo, quanti seguono il Signore “siedono nei cieli, in Cristo Gesù” (Ef 2,6), sono come Lui vincitori della morte e continuano a vivere per sempre (Gv 11,25).
Per Maria l'Assunzione è la normale conclusione di un'esistenza straordinaria: fin da Nazareth , si è fidata della fantasia di quel Dio che trasforma tutte le cose in bene (Rm 8,28), e fa sì che quelle che sembrano pietre, siano invece pane (Mt 7,9); un Dio che sceglie quel che nel mondo è disprezzato per farne oggetto del suo amore (1 Cor 1,27-30;) e fa sì che un'anonima ragazza di uno sperduto villaggio venga “proclamata beata da tutte le generazioni” (Lc 1,48).
Padre Alberto Maggi

mercoledì 14 agosto 2013

ESSERE POVERI E SENTIRSI POVERI

"Il terzo mondo, è una delle zone del pianeta più povere, ma nello stesso tempo una delle più ricche, intendiamoci, ricche nel senso che tutte le risorse naturali, metalli e pietre preziose, compreso l ‘oro nero, il petrolio,sono in mano a pochi despoti.
Ma la popolazione Africana a confronto con il ricco e opulento occidente, è la più ricca di due elementi che noi abbiamo quasi ed esclusivamente sperperato nel materialismo, senza accorgercene , una scala valori dimenticata che sta ulteriormente peggiorando la nostra ulteriore povertà.
Ma quali sono questi due elementi? 
In Africa ( e in tutti quei paesi più poveri del mondo) ci sono capanne di fango e lamiera,, bidonville, si cerca cibo nelle discariche; la popolazione è uccisa , se non dall’uomo stesso,dalla fame, aids, malaria, elevata mortalità infantile…uno scenario da far accapponare la pelle.
Ma quando si guarda nei volti di quella popolazione raramente si scorge il “Muso lungo”,nessuno che “sbotta”. Si resta impressionati dai sorrisi luminosi anche nelle situazioni più incredibili.
Come si fa a sorridere in una situazione del genere? E dove trovare la forza per andare avanti?
Vi sembrerà strano ma la popolazione Africana prega, moltissimo.Non sono tutti Cristiani o mussulmani intendiamoci ma,  a loro modo, hanno fede, confidano in Dio o in un loro Dio in qualsiasi momento della giornata e per ogni piccolissima azione che si sta intraprendendo.
Si prega prima di bere, di mangiare, si loda il Signore prima di andare al lavoro, durante e anche dopo. Si prega tutto il giorno. 
La preghiera da la forza e infuoca l’orgoglio di quelle persone che non sanno se arriveranno al giorno dopo, ma ringraziano Dio di poter vivere istante dopo istante, anche nella miseria, nella malattia, nella povertà.
Preghiera, di conseguenza l’umiltà che ti porta a un sano rispetto di se, e degli altri.
La nostra povertà sta proprio in questo.
Povertà di spirito, di iniziativa, di adattamento, di sacrificio, di disponibilità, di solidarietà.
Però mangiamo per quattro, abbiamo più cellulari che orecchi per usarli, trattiamo i bambini come adulti dandogli molto e gli adulti ritornano bambini, pretendendo molto.
E il timor di Dio? Non va più di moda.
Spendiamo più di quello che possediamo perché sennò nessuno ci nota?
Assumiamoci le nostre responsabilità.
E non lamentiamoci se nel frigorifero ci sono solo diciotto qualità di yogurt .
Personalmente Dio non mi ha mai fatto mancare nulla, non vivo nel lusso, e se ho qualcosa in più mi piace darlo a chi non ne ha.
Impariamo dai nostri fratelli Africani.
Impariamo che la vera ricchezza , il vero cibo che non ci farà mai morire, nè di fame e nè di sete sta solamente dentro di noi , con LUI, non cerchiamola fuori.
Tratto da un racconto di un missionario

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Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?....Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
(Mt 6,23-33)

Si è poveri solo se ci si sente poveri,solo se ci chiudiamo a noi stessi,solo se non abbiamo fiducia (o fede) in Dio o nella Vita
Se è vero che siamo poveri di fronte all'immenso Amore di Dio è vero anche che dovremo sentirci ricchi solo se abbiamo Dio. 
Quando una persona vive un solido rapporto con l'infinito ,con Dio nella propria interiorità, ha già tutto quello che gli serve per essere felice,si sente ricco anche se possiede poco perchè sa che quello gli basta .Essere ricchi non dipende da un conto in banca ma dalla tranquillità di avere cio che serve .

E allora, la "poverta" di cui parla Papa Francesco?
La ricchezza in se stessa non è un qualcosa da ripudiare o da condannare,  ma l’amore del denaro lo è. San Paolo disse: “L’amore del denaro è la radice di ogni sorta di cose dannose” “alcuni sono stati sviati dalla fede e si sono del tutto feriti con molte pene”. (1 Timoteo 6:10).
L'insensato attaccamento alle cose materiali, l'inutile arricchimento finanziario personale, la troppa sete di potere hanno causato fin troppi danni, lasciandoci spesso insoddisfatti. Ci lamentiamo perchè non possiamo avere ancora di piu, ci confrontiamo con chi ostenta piu ricchezza materiale  fino a sentirci poveri nei confronti del mondo. "Poverta"  significa essenzialita materiale,  semplicita,  disponibilita e apertura del cuore verso gli altri e verso la vita,significa fiducia . Nel disinteresse per il superfluo esteriore,tutte le nostre energie  vengono finalizzate alla crescita interiore. Quando lasciamo entrare Dio, il suo amore, nel nostro cuore , il nostro mondo interiore e quello esteriore entrano sempre più in sintonia arricchendo d'ineffabile gioia la nostra esperienza umana.

Credo che il "sentirsi poveri" derivi dall’ essere “usciti dalla Grazia di Dio” e rappresenti una mancanza di Fede e non una questione di fortuna o sfortuna. 
La povertà è una malattia, non qualcosa di cui andar fieri, e si cura con la Fede nella Vita.
Savatore Brizzi scrittore

Si è poveri solo perchè ci si sente poveri....è una questione mentale e non materiale.
Siamo abituati a lamentarci per cio che non abbiamo e che vorremmo avere e invece ci dimentichiamo di provare gratitudine per cio che abbiamo in questo momento.
L'universo, l'Infinito, la Vita, Dio (chiamalo come vuoi) ci porta continuamente ricchezza e cose belle e dovremmo focalizzarci su il bello e il ricco che abbiamo in questo momento.

La gratitudine apre il cuore e porta sempre piu ricchezza e saremo sempre piu capaci di scorgere quanto di ricco e quanto di bello c'è nella nostra vita

Siamo nati poveri, nudi, indifesi e come siamo venuti al mondo, così un giorno ce ne andremo. Forse, ricordare costantemente tutto questo può diventare la base della vera felicità.

giovedì 8 agosto 2013

UNA CAROTA, UN UOVO O UN GRANO DI CAFFE'?


Una figlia si lamentava con il padre per le difficoltà sperimentate nella vita. Era stanca di continuare a lottare e stava per arrendersi: infatti, si era accorta che, una volta risolto un problema, se ne presentava subito un altro.
Il padre, cuoco di professione, decise di portarla in cucina: lì riempì tre pentole di acqua e le mise sul fuoco a scaldarsi. Dopo poco tempo, l’acqua delle tre pentole iniziò a bollire. Nella prima pentola depose delle carote, nella seconda delle uova e nella terza dei chicchi di caffè. La figlia, impaziente, si domandava che cosa stesse facendo.
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco e, prese le carote, le sistemò in una ciotola; quindi depose le uova in una scodella, il caffè filtrato in una tazza. Poi rivolgendosi alla figlia, le chiese: «Che cosa vedi?».
«Carote, uova e caffè», fu l’immediata risposta. Il padre la invitò ad avvicinarsi e le chiese di toccare le carote, facendole osservare che erano morbide. Poi le chiese di prendere un uovo e di romperlo facendole notare che, una volta tolto il guscio, l’uovo era duro. Infine le chiese di gustare il caffè e lei sorrise, mentre ne assaporava il ricco aroma.
La figlia gli domandò: «Che significa tutto questo?».
Il padre le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, l’acqua bollente, però ognuno aveva reagito in forma diversa.
La carota era stata introdotta nell’acqua forte e dura, ma il contatto con l’acqua bollente l’aveva resa debole e fragile.
Quando l’uovo era stato immerso nell’acqua era fragile e il suo guscio sottile serviva a proteggerne il liquido interno. Una volta esposto all’acqua bollente, il suo interno aveva acquisito una consistenza solida e dura.
Invece i grani di caffè, a contatto con l’acqua bollente, ne avevano cambiato il colore.
«Quale di questi rispecchia il tuo modo di reagire alle avversità?», doman­dò il padre alla figlia. «Sei una carota, un uovo o un grano di caffè? Sei forte come la carota prima di essere immersa nell’acqua, ma quando l’avversità o il dolore bussano alla porta, diventi debole? O sei come l’uovo che inizialmen­te presenta un cuore fluido e adattabile ma, dopo un distacco o una morte, diventa duro e rigido? O sei come un grano di caffè che riesce a cambiare il colore dell’acqua bollente, l’elemento che le produce dolore? E proprio quan­do l’acqua raggiunge il punto di ebollizione che il caffè opera la sua trasfor­mazione. 
"Se sei come il caffè, quando l’avversità ti mette alla prova, tu reagisci al meglio e fai in modo di trarre il maggior vantaggio possibile dalla situazione."

(Padre A.Pangrazzi – Aiutami a dire addio – Ed. Erickson)


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L’oro per essere purificato deve passare attraverso il fuoco, così come l’essere umano ha bisogno di prove per fortificare il proprio carattere.
Le avversità,che noi impunemente chiamiamo croci, fanno parte della vita.Non sono punizioni mandate da Dio per una nostra colpa presunta e immaginaria. Dio perdona le nostre colpe non le punisce .La vita ci riserva sempre sorprese spiacevoli per una colpa imputabile solo e unicamente all'uomo (inquinamento, egoismo, sete di potere...) Queste avversità operano in noi  delle trasformazioni negative o positive....sta a noi scegliere come viverle. 
Se le viviamo alla luce di Dio, affidandoci  a Lui che riesce a lenirle, (mettendoci ovviamente del nostro perché Dio non ha mani e non ha piedi) le avversità non possono che renderci migliori e più forti. Se invece ci facciamo sommergere dalle avversità, queste  riescono a trasformarci negativamente fino a portarci alla morte interiore.

domenica 14 luglio 2013

CHI E' IL MIO PROSSIMO?

Non c'è nulla di più bello che lasciarsi baciare dal tepore del sole e dalla lieve brezza marina di questo pomeriggio di luglio in riva al mare,ringrazio Dio per questo dono,per aver creato anche quest'angolo di Paradiso.Sembra che il mondo si sia fermato, tutti i pensieri lasciano sgombra la mente, ho il tempo di osservare.Molte persone affollano la spiaggia, ognuna con i suoi piccoli problemi da risolvere, persone come me, apparentemente spensierati ma che non si danno per vinti, vivono attaccate alla vita, come un marinaio alla sua barca quando sembra che stia per affondare. Ognuno ha una piccola storia da raccontare, qualcosa che segna o sta segnando la propria vita, ognuno ha un dramma più o meno grave che  traspare dai loro volti solo se riesco a relazionarmi con loro.

Ci sono Marietta e Anna, due sorelle divenute affettuosamente le "nonnine" del villaggio, vedove e con i figli lontani,si aiutano tra di loro e trovano aiuto tra gli animatori del villaggio.Hanno voglia di raccontare e raccontarsi e solo allora esce fuori la loro solitudine. Questa settimana al mare saranno in compagnia ,ci sarà qualcuno sempre pronto ad ascoltarle e si sentiranno meno sole.....ma per il resto dell'anno, mi chiedo, come faranno? Confido nell'umanità delle persone che troveranno nel loro cammino.

Ci sono i soliti "vu cumpra" ormai multietnici,bengalesi indiani nepalesi e tanti, troppi rumeni, si fermano a parlare e riusciamo a capirci nonostante parliamo lingue diverse. Quando c'è la voglia di ascoltare non esistono barriere che reggono e, le loro parole lasciano intravedere la nostalgia. Hanno lasciato la loro patria e le loro famiglie per la fame, la guerra e la cattiveria degli uomini,cercano soldi ma soprattutto sono in cerca di amore e rispetto.Sono sempre  educati e non avari di un sorriso. Gli regalo i miei biscotti, compro l'ennesima fascia dei capelli e gli dedico un po del mio tempo, mi lasciano con un saluto tipo "pace a te" .La Pace sia con te -gli dico- e auguri
Sorridono e vanno via .....quella lacrima che brillava nei loro occhi però non mi lascia e mi fa male.

C'è Antonella e Giuseppe una coppia con due coppie di gemelli a carico...due gemelli son troppi, quattro sono uno "scherzo della natura"... e poi si dice che in Italia ci sono poche nascite!!!!Quattro marmocchi in tre anni, con un'età che sommata non arriva a cinque.Una coppia invidiabile, si aiutano sempre con un sorriso, hanno la pazienza di Giobbe,sono nel villaggio  da soli, ma i ragazzi dell'animazione sono sempre pronti a giocare con i più grandicelli.Giuseppe ha perso il lavoro quest'anno, non hanno voluto rinunciare ad una settimana di vacanza mettendo mano ai loro risparmi...la speranza per il futuro e la voglia di vivere oggi non l'hanno persa. 

E per finire c'è  Mattia, un ragazzotto robusto di 18 anni, tetraplegico, sembra un vegetale,non parla non cammina,non sorride,la sua mente sembra essere proiettata verso un mondo che noi "normali" (cos'è la normalità?) non possiamo comprendere...solo  i suoi occhi sanno raccontare la libertà che non riesce a far esplodere dal suo corpo rigido, come una corazza ,e il quasi odio per la sua carrozzina.Quando è in acqua però cambia totalmente sorride, si agita muovendo le braccia e le gambe  lancia pure dei vocalizzi che profumano di gioia,assapora un po quella libertà che non può avere...io ho tutto,gambe, braccia occhi per vedere ma spesso lo dimentico, o meglio lo do per scontato,mi è dovuto!!!!I genitori, due tipetti piccoli e esili,  ogni mattina con una forza al di sopra di ogni aspettativa, riescono a strapparlo dalla prigione del suo corpo e di quelle odiose quattro ruote mettendolo delicatamente in acqua circondato da una grande ciambella.La sua gioia  ripaga tutta la fatica che i genitori impiegano nell'accudirlo.

Chi è il mio prossimo ?  Sono tutte le persone che incontro nel mio cammino sono tutti quelli che hanno bisogno di aiuto e quelle che danno aiuto,sono quelle persone che  non si ritengono sapienti ma hanno la Sapienza che proviene dal Cielo.Sono tutte quelle persone che Dio mi ha messo dinanzi per guarire dalla mia superbia dalla mia arroganza dalla mia indifferenza .
Sono i più piccoli alla luce degli uomini ma grandi dinanzi a Dio  che m'insegnano l'umiltà e  l'amore    

mercoledì 19 giugno 2013

LA BELLEZZA CHE NASCE DAL DOLORE

La nostra società rifugge il dolore, negandolo. La negazione consumistica investe il corpo che diventa apparenza, chirurgia plastica piuttosto che luogo dell’emozione, dell’incontro e della relazione. La sofferenza non è tollerata ma negata. Ma è solo attraversando il dolore che si ha l’opportunità di crescere e di scoprirsi, di capire cosa vogliamo, quali sono le cose importanti per noi, quali sono le nostre passioni, quali i nostri tesori interni.


SAPETE COME NASCE UNA PERLA? 
DAL DOLORE DELLA CONCHIGLIA


Sui fondali marini, un predatore cerca di entrare nella conchiglia per divorarne il contenuto. La  conchiglia, nel tentativo di difendersi, si richiude su se stessa e, il predatore "fregato"   lascia nel mollusco una parte di se creando un'azione di forte disturbo, quasi fosse dolore. 

mercoledì 12 giugno 2013

UN SORRISO CHE VALE UNA VITA


Pensa per due secondi al primo sorriso che hai ricevuto questa mattina!!!! 
il sorriso dei tuoi genitori,o il sorriso dei tuoi figli o di un amico
e perchè no? il sorriso del tuo cagnolino,mentre ti svegliava tirandoti le coperte e scodinzolava, o meglio, il sorriso di Dio, che per te ha fatto anche oggi, (e non darlo per scontato) rispendere il sole.
Non basta ...guarda bene quel sorriso,entraci dentro,assaporalo, solo così potrai apprezzare che chi ti ha sorriso ti ama per davvero 
Fuori da noi stessi,dalle nostre paure e dai nostri deserti c'è chi ci ama  per quello che siamo e lo dimostra con un sorriso.... solo per questo vale la pena di vivere per davvero. 


martedì 11 giugno 2013

LA VITA....TRISTEZZA CONTINUA O GIOIA INFINITA?

Mia nonna,grande donna (come tutte le nonne), diceva spesso: 
"COMPORTATI BENE PERCHE' QUALSIASI COSA FARAI AGLI ALTRI , TI TORNERA' INDIETRO"
se darai amore ti tornerà amore, se farai del male ti tornerà il male, questa è una legge di natura.
Gesù esprime questo concetto in altre parole
 "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti".. (Matteo, 7,12).
"non giudicare per non essere giudicato, (non criticare per non essere criticato)" (Matteo, 7,1)


L’Arte suprema

venerdì 7 giugno 2013

PAROLE,PAROLE,PAROLE........

Un giovane si presentò ad un sacerdote e gli disse 
"Cerco Dio".
Il reverendo gli propinò un sermone.
Concluso il sermone, il giovane se ne andò triste in cerca del vescovo.
"Cerco Dio".
Il monsignore gli lesse una sua lettera pastorale.
Terminata la lettura, il giovane, sempre più triste, si recò dal papa.
"Cerco Dio".
Sua santità cominciò a riassumergli la sua ultima enciclica, ma il giovane scoppiò in singhiozzi.
"Perché piangi?", gli chiese il Papa del tutto sconcertato.
"Cerco Dio e mi offrono parole".
Quella notte il sacerdote, il vescovo e il papa fecero un medesimo sogno.

Sognarono che morivano di sete e che qualcuno cercava di dar loro sollievo con un lungo discorso sull'acqua.

martedì 4 giugno 2013

SULLA SABBIA

I Maestri della legge e i farisei portarono davanti a Gesù una donna sorpresa in adulterio e strattonandola la misero in mezzo al gruppo. "Maestro, questa donna è stata sorpresa mentre tradiva suo marito. La legge di Mosè ci ordina di ucciderla a colpi di pietra. Tu che cosa ne dici?". Volevano dei pretesti per accusarlo. Ma Gesù guardava in terra, e scriveva col dito nella sabbia. Un tribunale ben strano! Il giudice scrive nella sabbia, e non rimarrà niente. Basterà il vento della sera e tutto sarà cancellato. Niente dossier o voluminosi codici. Gesù non sa che cosa siano
Bruno Ferrero  in “C’è Qualcuno lassù”


Da piccola mi raccontavano che Dio ha un grosso librone e per ognuno di noi annota su di una pagina tutte le opere buone e dall'altra i nostri peccati, sottolineando con un pennarello rosso e indelebile i peccati più gravi.Oggi "da grande" credo che Dio usi ancora un librone e con il pennarello indelebile ci segni solo le nostre opere buone. I nostri peccati li scrive  sulla sabbia e ,se la sabbia da sola,non ce la fara' a cancellare i nostri sbagli ci penseranno  il vento dell'Amore di Dio e le onde del nostro pentimento a rimuovere completamente i nostri peccati.
Avete già perso qualcosa nella sabbia? Provate a ritrovarla!
La sabbia ingoia tutto, la sabbia dimentica tutto, la sabbia cancella tutto... Non rimane niente nella sabbia e tutto sparisce L'unico libro dei conti di Gesù è la sabbia...

Gesù scrive sulla sabbia, e noi?
Io no!!!!! qualche volta  riesco a capire, a comprendere, magari a perdonare, ma a dimenticare proprio non ci riesco...mi appunto tutto e puntualmente il ricordo del male ricevuto ,anche se mitigato dal tempo,torna a ferirmi .

Il verbo ebraico slh, il termine più comune per indicare il perdono, suppone proprio un cancellare il ricordo del male ricevuto. La memoria, liberata dal ricordo del male  non è più in grado di partorire la vendetta. Perdonare  è sinonimo di libertà (chi non aspira alla libertà?) ci si libera dalla morsa dell'odio e per riflesso si libera da un incubo che stringe lo spirito dell'altro.Perdonare è come cauterizzare una ferita:perdona e, il Signore «guarisce tutte le tue infermità» (Sal, 103, 3). 
Osservava Andrej Siniavskij (1925-1997): «Basta perdonare perché l’anima sia allegra, come se un nodo che nessuno sforzo riusciva a disfare si fosse sciolto»,e il teologo e predicatore francese Jean-Baptiste-Henri Lacordaire diceva: «Volete essere felici per un attimo? Vendicatevi! Volete esserlo per sempre? Perdonate!»

Ma come faccio a  parlare di Dio ,mi chiedo,se prima non lo vivo per davvero e totalmente ?
Parlo di Dio perché io ho bisogno di Dio.Mi meraviglio e mi stupisco sempre di fronte alla Sua grandezza  e mi sento sempre più piccola e bisognosa di misericordia quando confronto il Suo Amore con la mia povertà.Riconoscere i miei limiti significa trattarmi fin troppo bene soprattutto  se mi arrendo a quello che sono-- io son fatta così che ci vuoi fare?non cambierò mai-- e invece cambierò, ma non potrò mai farcela da sola.Per questo mi "permetto" di parlare di Dio e con Dio , per aiutarmi nel  cammino che giunge al perdono totale senza il ricordo del male.  E' arduo e faticoso, lo so benissimo, ma è l'unico modo che ho di essere libera e di essere perdonata  «Se infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche voi, ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe» (Mt, 6, 12. 14-15).

La nostra conversione , 
il nostro cambiare direzione,
è un cammino lungo e in salita, 
ma quando giungeremo alla vetta, 
tutto il nostro modo di osservare l'orizzonte
 sarà magnificamente diverso.


sabato 1 giugno 2013

RACCOGLIMENTO


Si dice che gli abitanti delle Ande , quando si spostano da un posto all' altro nella foresta, camminano con passo veloce, ma , ogni tanto si fermano per aspettare che la loro anima li raggiunga !

Abbiamo bisogno di fermarci un momento !

Nel nostro vocabolario esiste  una bellissima parola :

" RACCOGLIMENTO ".

e' il momento in cui ci si ferma per raccogliere i pezzi di noi che la giornata, densa di impegni, ha disperso !


Allora...
nel silenzio, diamo ascolto alle nostre profonde inquietudini
Sarà come iniziare un' avventura che dapprima si aggirerà nei dintorni  dell' anima fino a quando ci lasceremo catturare dal fascino del nostro stesso regno inesplorato.

Riscopriamo Dio-Amore che, spesso sommerso dal nostro io, non aspetta altro che emergere  per superare i confini del nostro ego e potersi espandere negli altri e nel tutto, accendendo la luce della consapevolezza ,della rinascita e della vita

  Giovanni Paolo II,

"il nostro tempo ha bisogno di riscoprire la fecondità del silenzio

per superare la dissipazione dei suoni , delle immagini,

delle chiacchiere che troppo spesso impediscono di sentire la voce di Dio".

Sentire la Voce di Dio affina la capacità all' ascolto, induce alla condivisione,

trascinando alla partecipazione e predisponendo alla solidarietà .

Il silenzio è linguaggio del cielo e fa bene all' anima .

Allora, oggi... scegliamoci un angolo tranquillo

e lasciamoci cullare dal silenzio, dal silenzio orante,

da quel silenzio che come balsamo ristoratore lenirà le nostre ferite !

Un silenzio inteso come deserto interiore della persona

che ci consente di divenire luogo di pace, di riflessione e di contemplazione .

Signore, vogliamo percepire la Tua parola,

quella parola che si ode solo nel silenzio.

Crea nei nostri cuori questo spazio di silenzio e di accoglienza !

Sappiamo bene che il nome di Dio è il nome di un itinerario....dunque Buon Cammino !

HO SETE

Come la cerva sospira ai corsi d'acqua, 
così l'anima mia sospira a te, o Dio.
L'anima mia è assetata di Dio, 
del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Salmo 42


Il cervo è un animale che ha dei legni sulla testa, come se la sua intelligenza cercasse di raggiungere il cielo: non si può avere sete di Dio senza prima conoscerlo. «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo», ci ricorda san Girolamo. Abbiamo dunque sete di conoscere Dio.
Il cervo è un animale che brama, che lancia degli appelli amorosi nella profondità della foresta. È il simbolo della preghiera e della contemplazione del cuore umano che prende coscienza del fatto che la terra è un vasto deserto senza acqua né sentieri, e che non gli resta che la voce per raggiungere ciò che desidera.
Impariamo a pregare
Il cervo è un animale che, secondo la mitologia, schiaccia i serpenti.
Non si può avere sete di Dio se ci si lascia mordere dai serpenti, cioè dai vizi. Chi schiaccia i serpenti, è preso da una sete ancora più ardente per il Signore.
Il cervo è un animale che si sposta in gruppo e che, per attraversare i ruscelli, ha l’abitudine di appoggiare la propria testa appesantita dalle corna sulle spalle di un congenere, e così in fila.
 Non si va a Dio da soli. Non si può avere un’autentica sete di Dio se non si ha la carità fraterna. Non si ha davvero sete di Dio senza spirito missionario.
Il cervo è un animale rapido che nulla può fermare sul suo cammino per raggiungere la fonte d’acqua.
Quindi, anche noi, non perdiamo tempo.E' giusto il momento buono per raggiungere la sorgente che non può inaridire dove sgorga “L’acqua viva che zampilla per la vita eterna” ( Gv. 4,14)
Dom Louis-Marie Geyer d’Orth O.S.B., abate del monastero Sainte-Madeleine di Le Barroux,


Il cuore dell’uomo ha  sete di pienezza, di senso, di verità che nulla al mondo può colmare.  La solitudine del cuore non può essere colmata che da Dio, dall'Amore Supremo . Dio ci parla  nella solitudine e nel silenzio ma, forse per paura, preferiamo stordirci con ogni tipo di divertimento e di ebbrezza effimeri.

Solo se ci facciamo sommergere dalla sete di Dio 
incontriamo Dio ....magari sul muretto di un pozzo.
 “ «Dammi da bere».”(Gv 4,7)
  e scopriamo che anche Dio ha sete, 
sete di noi

Cerca dentro di te perché lì mi troverai ,

non dubitare se non vedi ancora nulla ,

continua a cercarmi .

Mi riconoscerai nel bene che desideri per gli altri ,

nelle carezze misericordiose

che rivolgi alle creature più deboli...,

nella tenerezza delle parole

che sai trovare per confortare,

sostenere , incoraggiare

e in tutte le cose che fai

con altruismo sincero

attingendo a tutto l' amore che hai nel cuore.

Cercami

perché Io sono la Via, la Verità e la Vita ,

cercami finché mi troverai.

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