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giovedì 5 giugno 2014

LA LUCE CHE GUARISCE


<<Dio non ascolta le mie preghiere....cosa ho fatto di male?  forse Dio non esiste?>>
<<Dio esiste, tu non hai fatto nulla di così grave e  quando ti rivolgi a Dio con fede e pentimento Lui ti ascolta sempre..... semplicemente non sai pregare.>>

Così  rispose un mio caro amico, tanto tempo fa,ad una mia domanda che potrebbe essere la domanda di tante persone.
Sono cresciuta, sto ancora imparando a pregare, ma quando mi avvicino a Lui con fede, Dio ascolta  le mie preghiere.
Un libro scovato per "caso" su internet, proprio quando avevo davvero bisogno di Dio, mi ha aperto la mente e mi ha dato una marcia in più nella preghiera.... e nella fede.

LO CONSIGLIO A TUTTI, CREDENTI E NON CREDENTI
perché Dio è per tutti,ama tutti, 
anche a te amico, che fai fatica a credere.




venerdì 10 gennaio 2014

IL BATTESIMO:CARTA D' IDENTITA' DEL CRISTIANO'

"Ero nelle tenebre, ora sono nella luce"

Cos'è il battesimo lo sappiamo tutti, 
è un sacramento che si amministra ai bambini piccoli, 
col battesimo si entra a far parte della Chiesa, comunità di credenti, 
il battesimo è un sacramento d'iniziazione cristiana, 
col battesimo si lava via il peccato originale, 

il battesimo è un rito,etc etc... .......




Proviamo a spiegarci meglio.

mercoledì 4 dicembre 2013

CARI CATECHISTI, BUONASERA!




 VERSIONE INTEGRALE DEL   DISCORSO DEL PAPA AI CATECHISTI


PUNTI SALIENTI  (quelli che a me piacciono di più)


“Essere” catechisti! Non lavorare da catechisti: questo non serve! Io lavoro da catechista perché mi piace insegnare… Ma se tu non sei catechista, non serve! Non sarai fecondo, non sarai feconda! Catechista è una vocazione: “essere catechista”, questa è la vocazione, non lavorare da catechista. Badate bene, non ho detto “fare” i catechisti, ma “esserlo”, perché coinvolge la vita.

sabato 30 novembre 2013

AVVENTO


"Nessuno è salvo, se non accoglie Cristo che viene."
Sant'Agostino



Nel corso dell’anno liturgico, l’Avvento è il tempo che non solo ci prepara a celebrare il ricordo-memoriale della nascita di Gesù Cristo, ma anche il tempo che ci proietta verso la seconda venuta del Figlio di Dio, quando alla fine dei tempi "verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti", introducendoci nel suo regno che non avrà mai fine.

martedì 5 novembre 2013

GESU' E' DIO?



                                            



Abbiamo appena assodato che Gesù non è una favoletta inventata per tenere buoni i bambini ed ecco che una bambina mi chiede "Ma Gesù è  un uomo come noi, figlio di Dio così come lo siamo tutti,   o è davvero Dio fatto carne?"
Bella domanda!!!, vorrei risponderle  con sicurezza matematica, magari con una bella equazione per dimostrarle che  Gesù è Dio ma non ci riesco.... Qualche volta anche a me nascono   dei dubbi ,mi capita di di allontanarmi da Dio e di non sentire più la Verità sempre in bilico, ho poca fede lo ammetto, sono fragile e umana  lo so ,ma non mi arrendo al primo "se" non smetto di cercare dentro di me e nel Vangelo e ogni risposta che trovo mi conduce sempre  alla Verità più alta  "si Gesù è Dio" mi dico "non può essere altrimenti". E' una questione di fede e la fede è personale,  nessuno può importela o insegnartela,ma non è solo un  dono di Dio , nasce anche  dal vedere e dal sentire e dal comprendere  e quindi anche dalla ragione.

Allora partiamo all'avventura e cerchiamo di capire, almeno dai Vangeli, se quest'uomo, Gesù, è davvero Dio.

" E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio
compiacimento»"Marco 1,11.


"Nessuno sa l'ora nemmeno il Figlio, ma solo il Padre che è nei Cieli."

"Io non cerco di realizzare la mia volontà, ma la volontà del Padre mio che mi ha inviato" (Giovanni, 5, 30)

Gesù: "Il Padre mio è più grande di me" (Giovanni14, 28)

Gesù gli rispose: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. (Luca18, 19)

Gesù dice a Maddalena: "Vai verso i miei fratelli e dì loro che io salgo verso il Padre mio e il Padre vostro, verso il mio Dio e il vostro Dio" (Giovanni,20, 17)

In questi versetti del Vangelo sembra che Gesù ci venga  mostrato come una creatura  inferiore e separata dal Padre, come una creatura dotata di sua volontà differente da quella di Dio
Quindi Gesù non è  Dio!!!! affermerebbe qualcuno .. 

 Gesù è vero uomo e vero Dio 

Come vero Uomo  è  inferiore a Dio... perché il Gesù-Uomo aveva la limitatezza degli umani, tranne nel peccato, ovviamente.
Come Vero Dio non è inferiore al Padre ha la stessa forza creativa del Padre 
Cristo ha due nature distinte umana e divina  diverse e inseparabili  , una sola cosa.


Ma bastano pochi versetti tratti da vangelo per capire,  per andare verso il vero? Io direi di no  il Vangelo si legge  guardandolo  nell'assieme,  ...  andiamo oltre

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.(Giovanni 14,8-11)

Chi ha visto me ha visto il Padre  
Affermazione forte, Dio  è come Gesù. Chi conosce Gesù vede Dio non certo nell'aspetto fisico ma nell'aspetto spirituale (Dio è puro spirito) 
Se Gesù fosse andato in giro a spiattellare apertamente di  essere Dio oppure  ci avesse lasciato qualche scritto, non sarebbe stato "da Dio" ci avrebbe defraudati della nostra libertà e capacità di credere e di interpretare le sue parole. Ci troveremmo nelle condizioni dei musulmani che devono accettare il Corano così com’è, senza possibilità di interpretarlo in quanto per loro è “parola dettata direttamente da Dio” e quindi verità non suscettibile di interpretazione logica. Ci avrebbe in pratica tolto la parte razionale della natura umana, contraddicendo se stesso poiché la ragione è proprio un suo dono
Se non altro, credetelo per le opere stesse. 
Nessuno ha compiuto opere così eccezionali , miracolose. Il miracolo è qualcosa che contrasta e rompe le leggi naturali. Gesù l'ha fatto.....ha rotto le leggi della natura riportando in vita  i morti salvando le persone da malattie senza medicine calmando le acque e i venti con una parola e camminando sulle acque e ha "rotto" pure qualcosa nelle teste dei "peccatori" per riportarli nel giusto.
Chi ha incontrato Gesù non è mai stato più lo stesso 

....... e poi  Gesù ha detto "IO SONO"

E' una delle affermazioni più forti e più espliciti  di Gesù 

"Gesù gli disse: 'Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me'"(Giovanni 14:6 )

Gesù disse loro: "In verità, in verità io vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono".

 "Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".(Giovanni 8:12)

Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati".(Giovanni 8:24) 

Quindi Gesù disse loro: "Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che io sono e che non faccio nulla da me stesso, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato".(Giovanni 8:28:)



«Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. (Giovanni 8,23)


Ma chi era il grande "IO SONO" ? 

Lo troviamo nell'Antico Testamento "Io SONO colui che sono" è il nome di Dio, JAHWE (Esodo 3,14). Cioè Gesù dicendo questa frase voleva far intendere  che Lui è JAHWE, Dio!!!!

e ancora 

" Ecco egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, amen. "Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio, e la fine", dice il Signore "che è, che era e che ha da venire, l'Onnipotente"(Apocalisse1,7-8)

L’ONNIPOTENTE - può una creatura umana essere onnipotente???

Può una creatura essere «il primo»? Prima di lui non dovrebbe esserci il Creatore? 

Gesù invece sostiene di essere il primo e l’ultimo!

Primo e l’ultimo, principio e la fine, che è, che era e che ha da venire - vivente per i secoli dei secoli! cioè: Eterno! Solo Dio esiste da sempre e per sempre!

"Chi vede me vede il Padre"


e ....dulcis in fundo

 Egli solo fra tutti gli uomini che sia mai vissuto, ha vinto la morte, infatti Gesù è risuscitato dai morti come affermato nel Nuovo Testamento più volte.

Le prove che Gesù è veramente risorto dai morti non lasciano dubbi  e questo più di ogni altra cosa dimostra la Sua divinità e la Sua unicità (Matteo 12:40; Giovanni 2:19-21; Marco 16:1-14; Romani 1:4,ecc.)

“Il potere di risorgere dalla morte 
è il segno che Lo distingue non solo da tutti gli altri capi religiosi, ma da chiunque altro sia mai vissuto in questo mondo.”


A questo punto, può Gesù essere stato un profeta soltanto? Credo proprio di no....
Visto ciò che Gesù dice di se stesso: O era un pazzo! Un esaltato di testa! Uno che pensava di essere Dio ma in verità era solo malato di mente.
Oppure era veramente ciò che diceva, di essere: il Figlio di Dio! In sostanza Dio! Sottomesso al Padre, ma sempre divino - eterno - creatore.

C.S. Lewis, un intellettuale agnostico poi diventato credente, ha elencato le tre opzioni principali con una chiarezza cristallina:

"Sto cercando di impedire che qualcuno dica del Cristo quella sciocchezza che spesso si sente ripetere: 'Sono pronto ad accettare Gesù come un grande maestro di morale, ma non accetto la sua pretesa di essere Dio'. Questa è proprio l'unica cosa che non dobbiamo dire. Un uomo che fosse soltanto uomo e che dicesse le cose che disse Gesù non sarebbe certo un grande maestro di morale, ma un pazzo—allo stesso livello del pazzo che dice di essere un uovo sodo—oppure sarebbe il Diavolo. Dovete fare la vostra scelta: o quest'uomo era, ed è, il Figlio di Dio, oppure era un matto o qualcosa di peggio".


E se nonostante tutto, pensate  fosse stato solo un folle  allora bisogna ammettere che Gesù  è stato un folle "da Dio"  perché   Dio è  folle, fuori dagli schemi del mondo, sempre imprevedibile, sempre e comunque Dio.
Gli insegnamenti di Gesù Cristo, rivelano un'incredibile profondità, e i suoi principi morali dimostrano una forte ripugnanza nei confronti di qualunque genere di frode. L'opinione unanime su Gesù di Nazareth è che egli fosse una persona dal carattere ineccepibile. Il suo fascino ha toccato ogni cultura e ceto sociale, e il suo esempio ha elevato la vita di innumerevoli seguaci per raggiungere un tenore morale completamente nuovo e fuori dalla concezione del mondo Nel Nuovo Testamento non c'è alcuna indicazione che Gesù sia mai venuto meno ai livelli più alti di onestà e di trasparenza. Al contrario, egli personificava la forza e la virtù. 


"Cristo insegnò il sistema etico più puro e più sublime… 
un sistema che mette decisamente
 all'ombra i precetti e le massime morali 
dei più grandi saggi della storia". 
(studioso ebraico Joseph Klausner)




domenica 20 ottobre 2013

SIAMO CRISTIANI A META'.....

O FORSE NON LO SIAMO AFFATTO!!!

Il cristiano non è quello che va a Messa qualche volta , recita 50 Ave Marie o dice le preghiere la sera
Il cristiano è colui che vive di Cristo perchè lo conosce, non obbedisce a Cristo,  il servo  obbedisce, un amico no e Gesù ci ha chiamati amici"Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi"(Gio.15,15-16)
Il cristiano è colui che è talmente pieno di Gesù che non si sforza a fare la volontà del Padre, la fa e basta,  gli riesce semplice "rimanere" in lui." Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore" (Giov.15,10)
Dio  si è mostrato al mondo attraverso suo Figlio e "Se conoscete me,- dice Gesù- conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto" (Giov 14,7-8)

sabato 19 ottobre 2013

SINTESI DELLA "DEI VERBUM "


La Dei Verbum (la Sacra Scrittura) è uno dei documenti approvati dal Secondo Concilio Vaticano indetto da Giovanni XXIII e concluso da Paolo Vl nel 1965


È possibile sintetizzare il messaggio della Dei Verbum in cinque punti.

1- Innanzitutto i padri del Concilio scelsero di presentare la Parola di Dio in chiave personalistica: «Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso». Dio non ha rivelato agli uomini innanzitutto delle verità di fede e nemmeno degli eventi storici particolarmente rilevanti. Infatti, al cuore della rivelazione non ci sono primariamente dei dogmi e nemmeno il dispiegarsi della storia biblica, bensì molto più profondamente il Dio che si rivela perché per amore vuole essere conosciuto.
Il desiderio di tutti i secoli e di tutte le culture, il desiderio di ogni uomo di vedere Dio, ha finalmente trovato soddisfazione. Come dice l’evangelista Giovanni: «Dio nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito che è Dio è lui che lo ha rivelato»

venerdì 11 ottobre 2013

INIZIA IL CATECHISMO....

                              



La Parola catechismo deriva dal latino “Catechismus” che a sua volta, viene dal greco ”,Katekein”,”far squillare, far risuonare”.
La missione della catechesi è far risuonare la Parola di Dio per “svegliare” chi l’ascolta. L’iscrivere il proprio figlio al catechismo significa dargli un'opportunità di riflettere, attraverso il vangelo,  sulle domande che si pone sul mondo e su Dio.

giovedì 5 settembre 2013

CHI HA CREATO DIO?

Dio esiste da sempre ed esisterà per sempre, 
è scritto nella Bibbia..... 
Io son l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine.(Apocalisse 22:13-14)



Le  domande dei bambini rispecchiano, in tutta la loro innocenza, la purezza e la  necessità  di crescere, hanno bisogno di risposte chiare come hanno bisogno di aria pulita per vivere. 
I bambini non accettano i dogma, non li comprendono,non sanno cosa farsene, non li aiutano a crescere, le loro domande sono anche le nostre domande di sempre ,solo che  noi adulti  le abbiamo abbandonate lasciandoci addormentare da un mondo che ci vuole addormentati.
Ogni cosa ha un suo perché, una sua risposta, anche se, tante volte, la nostra piccola mente ancora non riesce a comprende, siamo ancora molto limitati come genere umano e di questo dobbiamo prenderne atto. I bambini hanno bisogno di verità ed è più vero, anche se difficile, ammettere la propria incapacità di rispondere  anziché nascondersi dietro a dogmi o limiti  
"Dio esiste da sempre ed esisterà per sempre perché è scritto nella Bibbia" non è una risposta è un dogma che si trascina un limite....La Bibbia è Parola di Dio ma scritta da uomini Solo Dio è il fine ultimo che non ha limiti,  non gli  "scritti" anche se sono parole lette  nella Bibbia. Spiegare ai bambini il perché di questo "dogma"  è davvero difficile, ma una risposta, che più si avvicina al vero, è ciò che si aspettano da noi genitori e catechisti. 

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domenica 1 settembre 2013

SANTA FAUSTINA KOWALSKA


Dalle profondità dell'essere infinito. — «Nessun'anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La mia misericordia è infinita e nessun angelo, nessuna creatura umana, potrà penetrarla fino in fondo per quanto duri l'eternità. Tutto ciò che esiste uscì dal profondo della mia misericordia per tutta l'eternità ogni anima è chiamata a contemplare la grandezza illimitata del mio amore e della mia misericordia. La festa della misericordia è uscita dal profondo del mio essere infinito e desidero che venga solennemente celebrata nella domenica che segue alla Pasqua di risurrezione. L'umanità non gusterà la pace, finché non verrà ad attingerla alle sorgenti della mia misericordia»





giovedì 22 agosto 2013

TUTTE LE RELIGIONI SONO UGUALI


CRISTIANESIMO: RELIGIONE DEL LIBRO O FEDE?

Le  religioni  monoteiste  (ebraismo,  cristianesimo,  islam),  sono     spesso  definite  come  le “Religioni del Libro”, in quanto queste si rifanno a un testo sacro, la Bibbia, la Parola di Dio, al quale poi ogni religione aggiunge un insegnamento che gli è specifico ed esclusivo, il Talmud, i Vangeli e il Corano. 

Il Libro, considerato sacro, è infatti la parola definitiva e immutabile data da Dio, ai bisogni e agli interrogativi dell’uomo, in un contesto sociale,culturale, familiare, ben diverso da quello che l’umanità si troverà a vivere poi nei secoli successivi.Tutte le religioni conducono a Dio e quindi alla salvezza. Qualunque religione ha come aspetto basilare i tre grandi cardini della spiritualità: la preghiera, l'elemosina e il digiuno (Mt 6,1-18), e la certezza (o la pretesa) di essere l'unica via di salvezza. Ogni religione si presenta infatti come quella vera, escludendo tutte le altre, denunciate come false o opera del demonio.
La certezza di essere il Bene e di possedere la Verità, consente di ostacolare,con qualunque mezzo, tutto quel che si ritiene gli sia contrario, e ogni religione sente di avere il diritto e il dovere di intervenire in ogni ambito della vita degli uomini, per imporre la divina volontà.
Ogni religione ritiene inoltre di avere l’esclusiva della fratellanza e della pace, anche se la storia insegna che proprio in nome della religione gli uomini si sono scannati gli uni contro gli altri, uccidendo e massacrando per la difesa del loro Dio.


AGGRAPPARSI

    Al di fuori della misericordia di Dio non c'è nessun'altra fonte di speranza per gli esseri umani.
    (Papa Giovanni Paolo II)


Una buona cristiana si presentò alla porta del cielo. Era tutta intimorita e Pietro la ricevette cordialmente. Cercò di rassicurarla e seduto alla sua scrivania, le disse serio, :" Per entrare in Paradiso ci vogliono cento punti"

La brava donna comincio ad elencare: "Sono stata fedele a mio marito, ho educato cristianamente i miei figli, non ci sono riuscita tanto ma ho fatto quel che ho potuto, sono stata catechista per 22 anni, ho fatto volontariato per le missioni e ho dato una mano alla carità, ho cercato sempre di sopportare le persone che mi sono accanto soprattutto il parroco e i miei vicini di casa..." Quando si fermo per tirare il fiato San Pietro le disse:" Due punti e mezzo."
Per la donna fu un pugno nello stomaco, allora riprovo:" ... ah si! ho assistito i miei vecchi genitori, ho perdonato mia sorella che mi faceva la guerra per l'eredita, non ho mai saltato una messa la domenica, ho partecipato ai ritiri e alle conferenze quaresimali, ho recitato il rosario tutti i mesi di maggio e le preghiere tutti i giorni" 
San pietro le disse con pazienza: "siamo a tre punti." La donna si demoralizzò...come poteva arrivare a cento punti? Aveva detto tutto l'essenziale e non riusciva a trovare nulla altro. Con voce tremante e le lacrime agli occhi disse..."Se è così posso contare solo sulla misericordia di Dio!..."
San Pietro,balzando in piedi e con un grande sorriso sulle labbra, 
esclamò : "CENTO PUNTI!!!!"

domenica 18 agosto 2013

L'AVE MARIA....


Non bisogna solo recitare le preghiere ma capirle, altrimenti prendono il sapore di un guscio vuoto, di parole dette al vento. Non mi piace pensare alla loro ripetizione meccanica  che può facilmante sfociare nel devozionismo o nella superstizione.
Solo immergendoci nelle parole delle preghiere e nel loro significato,possiamo raccoglierne davvero i frutti





L' "Ave Maria" è  la storia di una tipica "chiamata" di Dio e delle sue conseguenze.

giovedì 15 agosto 2013

"TUTTE LE GENERAZIONI MI CHIAMERANNO BEATA"


L'inizio e la fine della vita terrena di Maria, corrispondono al compimento del progetto che Dio ha sull'umanità. Creati a immagine e somiglianza di Dio , e chiamati a diventare suoi figli (Gv 1,12), gli uomini realizzano questa somiglianza nella vita terrena mediante la pratica di un amore che somigli a quello del Padre (Lc 6,35), e proseguono presso il Signore la loro esistenza passando la soglia della morte (Gv 11,25-26).
La Chiesa, presentando Maria come modello perfetto di questo itinerario di figliolanza e di somiglianza, ne celebra l'ingresso nell'esistenza terrena con l'Immacolata e quello nella sfera di Dio con l'Assunta. Queste verità, che pur non avendo alcun riferimento nel Nuovo Testamento appartengono al patrimonio di fede del popolo cristiano, sono nate dall'intuito della gente più che da dalla speculazione teologica.
Per “Immacolata” la Chiesa intende che, quel groviglio di colpe che impedisce la piena comunicazione di vita tra Dio e l'umanità, non pesa su Maria. Questa condizione non è statica, data una volta per sempre, bensì dinamica: la creatura è invitata a collaborare attivamente al dono del Creatore, sintonizzando il suo amore sulla stessa lunghezza d'onda di quello di Dio, “che ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati per mezzo della carità” (Ef 1,4).
Maria viene presentata dagli evangelisti come il segno tangibile di quel che Dio può realizzare con ogni creatura che non metta ostacoli alla potenza del suo amore e si lasci colmare dal suo Spirito.L’Immacolata è il sigillo dell'ottimismo di Dio sull'umanità, il segno di quanto stimi l'uomo, di come abbia bisogno di ogni persona per portare a compimento la sua creazione ed essere Padre per tutti gli uomini (2 Cor 6,18). 

L'itinerario di fede di Maria si può racchiudere nell'arco di due grandi cicli: le annunciazioni. 
Ogni annunciazione è una chiamata da parte di Dio alla pienezza di vita, e nell’ esistenza di Maria s’incontrano due importanti chiamate: nella prima il Dio di Israele , rimasto inascoltato dal sacerdote nel Tempio (Lc 1,20), si rivolge  ad una donna promessa sposa nella malfamata Nazareth (Gv 1,46), e le chiede di diventare la madre di suo Figlio (Lc 1,26-38).La seconda chiamata avviene in un clima altamente drammatico: tutto il clan familiare ha deciso di catturare Gesù ritenuto ormai demente (Mc 3,21-35). Il Galileo, presentatosi come l'inviato del Signore (Lc 4,18-21), si è comportato infatti come un nemico di Dio, trasgredendo i precetti e 
comandamenti più sacri (Mc 3,5.22; 7,15-23), e mentre le autorità religiose lo bollano come bestemmiatore eretico ed indemoniato (Mt 9,3), per la gente è solo un pazzo a cui lanciare pietre (Gv 8,59).La richiesta dei famigliari di Gesù “Tua madre e i tuoi fratelli ti vogliono”, è interrotta dalla fredda risposta del Cristo: “Chi è mia madre?...” Per Gesù suoi intimi sono solo quelli che lo seguono e come lui vivono la volontà del Padre traducendola in un amore incondizionato che si rivolge a tutti, prescindendo da categorie religiose, morali e sessuali (Lc 10,29-37).Maria deve scegliere: o resta con il clan famigliare, che ritiene Gesù un matto, e salva così la sua reputazione, o segue il figlio, conosciuto per essere “un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori” (Mt 11,19).A Nazareth la Vergine s'era fidata dell'invito rivoltole dal suo Signore e da questo suo assenso era nato il Messia di Dio. In questa seconda annunciazione, più sofferta e matura, Maria risponde ancora con un sì all'invito alla pienezza di vita che le viene dall'Uomo-Dio e che la condurrà a una nuova nascita: la sua,sarà Maria,la madre, che rinascerà dal figlio, nuova nascita che avverrà “dall'alto” (Gv 3,3), da colui che, innalzato in croce, trasformerà la madre nella fedele discepola ( Gv 19,25-27).
Coronamento della prima annunciazione era stata la beatitudine con la quale si aprono i vangeli: “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45); la seconda annunciazione troverà la sua formulazione nella beatitudine con la quale i vangeli si chiudono:“Beati quelli che pur non avendo visto crederanno” (Gv 20,29).
Mentre l'annunciazione di Nazareth culmina a Betlemme, dove lo sfolgorio di luce della gloria del Signore avvolge la nascita del Figlio, l'altra sfocerà nelle tenebre di Gerusalemme (Mc 15,33), dove bestemmie e sberleffi accompagnano la morte del Cristo e la nascita della Donna (Mc 15,29-32; Gv 19,27).
Presso la croce Giovanni non presenta una madre schiacciata dal dolore, che comunque sta vicina al figlio anche se questo è un criminale, ma la coraggiosa discepola che ha scelto di seguire il Maestro a rischio della propria vita, mentre gli apostoli, che avevano giurato di esser pronti a morire per lui (Mc 14,29-31), sono vigliaccamente fuggiti (Mt 26,56).
Non è stato facile per Maria....per schierarsi con il figlio si è messa contro la propria famiglia e ha dovuto rompere con la religione che, nella persona del suo rappresentante più alto, il Sommo sacerdote, aveva scomunicato Gesù (Mt 26,65; Mc 3,22). Infine, scegliendo il condannato, ha osato pure mettersi contro il potere civile che giustiziava quel Galileo come pericoloso rivoluzionario (Mt 27,38). 
Maria presso il patibolo aderisce attivamente a Colui che “rovescia i potenti dai troni” (Lc 1,52): sta dalla parte delle vittime di questi potenti e fa sua la croce, cioè accetta, come Gesù, di essere considerata un rifiuto della società pur di non venire meno all'impegno di essere presenza dell'amore di Dio in mezzo al mondo (Mc 8,34). 

Maria “Assunta” in cielo è la firma di Dio sul progetto “uomo”, un uomo che si lasci coinvolgere dall'azione vivificante dello Spirito santo. Tale glorificazione è il destino di quanti Cristo ha fatto fratelli perché, come scrive Paolo, quanti seguono il Signore “siedono nei cieli, in Cristo Gesù” (Ef 2,6), sono come Lui vincitori della morte e continuano a vivere per sempre (Gv 11,25).
Per Maria l'Assunzione è la normale conclusione di un'esistenza straordinaria: fin da Nazareth , si è fidata della fantasia di quel Dio che trasforma tutte le cose in bene (Rm 8,28), e fa sì che quelle che sembrano pietre, siano invece pane (Mt 7,9); un Dio che sceglie quel che nel mondo è disprezzato per farne oggetto del suo amore (1 Cor 1,27-30;) e fa sì che un'anonima ragazza di uno sperduto villaggio venga “proclamata beata da tutte le generazioni” (Lc 1,48).
Padre Alberto Maggi

venerdì 28 giugno 2013

LA CROCE

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16,24-25).

La croce non indica le inevitabili disgrazie, malattie, sofferenze, e lutti che il vivere comporta, non indica qualcosa che viene data (tantomeno da Dio) ma è un peso che , solo chi vuole, prende, solleva volontariamente, per accettare la perdita totale della propria reputazione e delle proprie aspirazioni di potere. E' il simbolo più alto dell'amore che si dona agli altri, è l'essere cristiani al di fuori della logica del mondo, è segno di amore e di vita.

La crocifissione

Era  una tortura inventata dai persiani per gli schiavi fuggitivi o per coloro che si erano macchiati di particolari  delitti, fu molto usata dai romani  al fine di terrorizzare gli schiavi, traditori e ribelli, ma la pena non era applicabile ai cittadini romani. Il diritto penale giudaico,invece prevedeva la lapidazione e lo strangolamento
Chi assistiva ad una crocifissione ne restava terrorizzato e, nel timore di fare quella fine, preferiva suicidarsi. Non era un modo di condannare a morte, ma un supplizio vero e proprio che durava diversi giorni finché la morte sopraggiungeva per asfissia. Il condannato era condotto verso il luogo destinato (a Gerusalemme era il Calvario), nudo, trasportando l’asse trasversale (patibulum), su cui sarebbero poi stati legati, tra due ali di folla che, a causa di quella morte infamante, doveva percuoterlo, deriderlo e coprirlo di insulti e sputi. Invece l’uso dei chiodi per trafiggere i polsi (non le mani) e i calcagni era molto raro. Il palo verticale (stipes) restava fissato sul luogo dell'esecuzione e i crocefissi restavano poco sollevati da terra, tanto da poter essere divorati vivi da cani, volpi, o dagli uccelli che tendevano a beccarli sugli occhi.
Alla fine, quando veniva eseguita la condanna, si formava una T oppure una croce, specie nel caso ci si dovesse appendere una tavola di legno con il motivo della condanna (titulus).  Rimanevano così anche per molti giorni, tra atroci sofferenze e divorati dalla sete. Far precedere la crocifissione dalla flagellazione era, in fondo, una forma di pietà perché il condannato, se sopravviveva alla flagellazione, moriva molto più rapidamente, com’è accaduto a Gesù. Un altro metodo per accelerare la morte era quello di spezzare le gambe dei condannati che, non potendosi più sostenere, soffocavano rapidamente.

“Chiunque fa dell'amore il senso della vita morirà crocifisso” (Ernesto Balducci)

Gesù sapeva che, se portava fino in fondo la volontà di aderire sempre al progetto d'amore di Dio, sarebbe finito ignominiosamente ucciso, ma accettò ugualmente questo rischio per mostrare a tutti la potenza dell’amore, gratuito e illimitato, di Dio, e la sua morte, liberamente scelta, diventa così l'atto redentivo gradito a Dio, perché mostra agli uomini, attraverso Gesù, un amore che non conosce limiti.
I Sommi Sacerdoti scelgono per lui la crocifissione (mentre avrebbe dovuto essere lapidato) perché la morte in croce era considerata una maledizione da parte di Dio “Se un uomo avrà commesso un delitto degno di morte e tu l’avrai messo a morte e appeso a un albero, il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull’albero, ma lo seppellirai lo stesso giorno, perché l’appeso è una maledizione di Dio e tu non contaminerai il paese che il Signore, tuo Dio, ti dà in eredità” (Deuteronomio 21,22)., e per convincere il popolo che non poteva essere lui il Messia. Pilato dovette avvallarla per timore di essere denunciato all’imperatore: “Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare»” (Giovanni 8,12) e anzi, per sicurezza fa scrivere che era stato condannato per essersi proclamato “re di Giudei”. “Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei»” (Giovanni 19,19). E per il delitto di lesa maestà, il diritto romano prevedeva la morte.
Gesù non ha voluto sfuggire alla morte  perché se l'avesse evitata , avrebbe dovuto scendere ad un compromesso e la sua testimonianza sarebbe stata inefficiente. Non ha ceduto ed è morto torturato continuando a mostrare l'amore di Dio per tutti, anche per chi lo crocifiggeva. Quello che sembra un fallimento, un'ingiustizia,  può essere vissuto positivamente, continuando ad amare oltre ogni aspettativa ed ogni logica apparente 
Così è Dio, va contro ogni logica umana

Siamo sinceri.....

I primi cristiani usavano come simbolo il pesce ,l'ancora o il pastore, la croce faceva paura, era considerata ancora una maledizione  divina.  Solo dal IV secolo la croce comincia a sostituire vecchi simboli cristiani come segno di amore e di vita
Ma le cose cambiarono nel corso dei secoli e la croce fu imposta (Dio non impone mai,propone) come un segno del sacro sul profano,  dei governanti sui sudditi, dell’oppressore sull' oppresso, del forte sul debole, del ricco sul povero, del bianco sul nero, del padre sui figli, dell'uomo sulla donna.
La croce è comparsa sulle spade, sui vessilli in battaglia, sugli scudi dei crociati, in mano agli inquisitori, e infine come un gioiello o un portafortuna sul collo delle signore e nei covi dei mafiosi.
La croce, esportata con le armi, la violenza, l'ingiustizia, è quella dei padroni, degli schiavisti, degli sfruttatori, dei predatori, degli stupratori. .Questa visione distorta  ha portato l'odio per la croce perché divenuto simbolo dei violenti, razziatori, sfruttatori,  negatori, non certo nelle parole ma nei fatti, di Dio o almeno dell'amore di Dio.

Indipendentemente dalla nostra coerenza dell'essere cristiano,
indipendentemente dall'uso che  ne facciamo,
indipendentemente dalla nostra capacità o meno 
di mostrare il vero volto di Gesù 
la croce è, e resta  solo un simbolo  
del forte che usa la mitezza,
del re che si fa servo 
dell'uomo che si fa pane e 
dell'amore  di Dio per noi 

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Omelia di papa Francesco, giovedì 14 marzo. 


Camminare, edificare, confessare.

Camminare. "Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore". Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.

Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.

Confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG pietosa, ma non la Chiesa, sposa del Signore.

Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.

Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di croce. Questo non c’entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la croce. 

Quando camminiamo senza la croce, quando edifichiamo senza la croce e quando confessiamo un Cristo senza croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo vescovi, preti, cardinali, papi, ma non discepoli del Signore.

Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

venerdì 21 giugno 2013

QUANDO PREGHIAMO DICIAMO.......

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI.....
poche e semplici parole ...
Eppure, quante volte lo dico tanto per dire
Ma adesso sono stufa
delle preghiere dette senza capirne il senso e la ricchezza 
e lo è anche Dio (lo so e basta)
Dio non chiede parole ,ma  chiede di metterci il  cuore nelle parole  
Solo dopo   aver compreso l'immensità del  Padre Nostro 
posso  dire realmente e ad alta voce
AMEN

PADRE NOSTRO
Dio è Padre nostro Di tutti. Nessuno escluso. Non ha figli e figliastri.
Un padre non può essere davvero buono se non ama tutti i suoi figli, soprattutto quelli più bisognosi del suo amore.Ogni volta che diciamo « no » a un fratello o a una sorella, diciamo « no » al Padre.
Non chiamiamo Dio: « Padre nostro » se escludiamo qualcuno o qualcuna, anche lontanissimo, anche cattivo, anche sbagliato, anche antipatico dal suo amore di padre, dal tuo amore di fratello e sorella.
Non chiamiamo Dio: « Padre nostro » se pensiamo che Lui possa avere figli e figliastri, principesse e cenerentole.
Non chiamiamo Dio: « Padre nostro » finché non decidiamo che non esistono maschi e femmine, poveri e ricchi, neri, bianchi e gialli, buoni e cattivi...,ma solo figli e figlie, fratelli e sorelle.
Il mondo non è così? E vero! 
Se chiamiamo Dio: «Padre nostro», diamoci da fare affinché il mondo diventi un po' di più come dovrebbe essere.

CHE SEI NEI CIELI

mercoledì 5 giugno 2013

BEATI I CATECHISTI........


Beati i catechisti poveri in spirito.
Quelli che per educare alla fede i ragazzi tirano fuori e spendono tutto ciò che Dio ha dato loro: tempo, capacità ,energia, tenacia...

Beati i catechisti afflitti.
Quelli che nonostante i rospi da ingoiare e le difficoltà da superare non si danno mai per vinti

Beati i catechisti miti
Quelli che evitano le tentazioni delle scorciatoie delle minacce e dei ricatti e camminano sulla strada del convincere, spiegare, rispiegare, dialogare,
testimoniare

Beati i catechisti affamati e assetati di giustizia.
Quelli che non accettano passivamente la catechesi di una Chiesa e una società che non esiste più, ma lottano per una educazione alla fede adeguata ai ragazzi di oggi

Beati i catechisti misericordiosi.
Quelli che capiscono le difficoltà dei ragazzi e delle loro famiglie e non sbraitano, non giudicano, non sentenziano, ma trovano soluzioni serene ed equilibrate


Beati i catechisti operatori di pace Attenzione! Non i pacifici cioè quelli che anche se i ragazzi non s'interessano e stanno li solo per la Cresima o la prima Comunione,    per poi andarsene il più lontano possibile, continuano con le stesse pappe cucinate alla stessa maniera
NO! Beati quelli che cercano la pace non di se stessi o del parroco o dei genitori, ma la pace  di Gesù, quella che nasce dalla Sua spada e dal Suo fuoco contro tutto ciò che può danneggiare un sereno cammino dei bambini e dei ragazzi verso la fede

Beati i catechisti perseguitati a causa della catechesi.
Perseguitati dal tempo che non basta mai, dai tanti impegni nel lavoro e nella famiglia,dai locali inadeguati,dai mezzi tecnici inesistenti, dai quei bambini che se non ci fossero.... e invece ci sono sempre e non fanno combinare niente, dai colleghi che non si pongono troppi problemi e si accontentano del solito tran tran, dalla tentazione di lasciare ...ma che poi ricominciano sempre

Beati i catechisti così
Avranno un posto bellissimo in cielo e una gioia in più, particolarissima, esclusiva: quella d'incontrare lassù ,qualcuno che sta lì perché, proprio grazie al catechismo, ha scoperto ed imboccato la strada giusta per arrivarci.
 TRATTO DAL LIBRO DOPPIO CLIC SULLA CATECHESI DI DON TONINO LASCONI


Non si nasce cristiani come non si nasce catechista, lo si diventa solo con tenacia, dedizione e vocazione. Essere catechista non significa "fare" la catechista, o lo si è sempre, anche fuori dalle aule parrocchiali, o non lo si è per niente. 
La fede si trasmette solo con le proprie (e non quelle degli altri ) esperienze di vita.
Le parole servono solo ad esprimere un concetto già vissuto .
Non possiamo raccontare di Gesù ai bambini sotto forma di favolette o quello che non sentiamo e viviamo per davvero... loro se ne accorgono e possiamo incorrere nel rischio che, qualche giorno prima della "Prima Comunione" i bambini ci chiedano.....

Ma Gesù è davvero esistito o è solo una favoletta?  

giovedì 30 maggio 2013

LA VALIGIA DEL PRONTO SOCCORSO

DEL CRISTIANO


ECCO COSA VI SERVE:

Cucchiaino di plastica
Caucciù 
Cerotto
Matita e foglio
Gomma per cancellare
Gomma americana
Un bacio perugina e un abbraccio del mulino bianco
Bustina  di camomilla istantanea


SAPETE A COSA SERVONO QUESTE COSE? 
UN ATTIMO DI PAZIENZA E TE LO SPIEGO.

CUCCHIAINO
Per ricordarti di “scavare” negli altri
tutte le buone qualità che hanno.

CAUCCIU’
Affinché ti ricordi di essere flessibile
verso chi incontri
le persone non sono mai come  tu vorresti.

CEROTTO
Per aiutarti a curare
i sentimenti feriti,
sia tuoi che altrui.

MATITA e FOGLIO
Per annotare ogni giorno
 le benedizioni e i doni (e sono molti...),
per poi rileggerli nei momenti bui

GOMMA PER CANCELLARE  
Tutti commettiamo errori  e vogliano essere perdonati
Impariamo a cancellare gli errori degli altri

GOMMA AMERICANA
Per ricordarti di “attaccarti”
a tutto ciò che puoi portare
avanti  col tuo sforzo.

UN CIOCCOLATTINO
Perché  abbiamo spesso bisogno
di una dose di zucchero per addolcire
la vita nostra e quella degli altri
Tutti abbiamo bisogno di un bacio e 
un abbraccio quotidiano.

UNA BUSTINA  DI CAMOMILLA
                                                        Per prenderti un po’ di tempo,
rilassarti e fare una lista di tutti i
doni che Dio ti ha mandato

martedì 28 maggio 2013

I "DIFETTI" DI GESU

OGNI UOMO HA DEI DIFETTI ALCUNI DA ELIMINARE ALTRI DA MITIGARE.
 I" DIFETTI" DI GESU', VERO UOMO E VERO DIO SONO QUELLI DA AMARE E RENDERLI NOSTRI


GESU' HA POCA MEMORIA

Sulla Croce durante la sua agonia il ladrone gli chiede di ricordarsi di lui quando sarebbe entrato nel suo regno. Se fossi stato io gli avrei risposto, "non ti dimenticherò, ma i tuoi crimini devono essere espiati, con almeno 20 anni di purgatorio", invece Gesù gli rispose "Oggi sarai con me in Paradiso".
Aveva dimenticato i peccati di quell'uomo. Lo stesso avviene con Maddalena e con il figliol prodigo. Gesù non ha memoria, perdona ogni persona, il suo amore è misericordioso».

GESU' NON CONOSCE LA MATEMATICA 

Lo dimostra la parabola del Buon Pastore. Aveva cento pecore, una di loro si smarrì e senza indugi andò a cercarla lasciando le altre 99 nell'ovile. Per Gesù uno equivale a 99 e forse anche di più.
Una donna ha dieci dracme ne perde una quindi accende la lucerna per cercarla, quando la trova chiama le sue vicine e dice loro "Rallegratevi con me perché ho ritrovato la dracma che avevo perduto". E' davvero illogico disturbare le amiche solo per una dracma per di più spendendo, per far festa, ben di più di una dracma. In questo modo Gesù spiega che c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte.

GESU' E' UN AVVENTURIERO

Chiunque voglia raccogliere il consenso della gente si presenta con molte promesse, mentre Gesù promette a chi lo segue processi e persecuzioni, eppure da 2000 anni constatiamo che non si è esaurita la schiera di avventurieri che hanno seguito Gesù.

GESU' NON CONOSCE NE' FINANZA NE' ECONOMIA

Nella parabola degli operai della vigna, il padrone paga lo stesso stipendio a chi lavora al mattino e a chi inizia a lavorare il pomeriggio. Ha fatto male i conti? Ha commesso un errore? No, lo fa di proposito, perché Gesù non ci ama per i nostri meriti, il suo amore è gratuito e supera infinitamente i nostri meriti.


GESU' FREQUENTA CATTIVE COMPAGNIE

Gesù è amico di pubblicani ,esattori delle tasse,peccatori. I suoi stessi Apostoli sono persone poco raccomandabili, Gesù  "se la fà" con i reietti della società.

AMA DIVERTIRSI E LA BELLEZZA


Lo accusano di essere un mangione e un beone,ama gli inviti a pranzo in compagnia,si ferma ad ammirare i gigli nei campi e gli uccelli che non hanno il nido, si lascia inebriare dal profumo dell'olio che Maria gli sparge sul corpo, si ferma a contemplare Gerusalemme e piange per la sua imminente distruzione.

SEMBRA MATTO


I parenti stessi, pensano di Lui così e davanti a Pilato gli mettono addosso una tunica bianca per dire che è matto.Il soldato Romano gli dice : "tu hai salvato altri, se sei DIO scendi dalla Croce, salva te stesso" (Matteo 27:40,42).
Quel matto di Gesù non lo fa.

GESU AMA I PICCOLI NUMERI.

Mentre la gente cerca la massa, la grande folla: va alla ricerca della Maddalena, della Samaritana, dell'adultera...la "carta magna" di Gesù-le beatitudini-appare come un fiasco : beati i poveri, gli oppressi, gli afflitti, i perseguitati, ecc (Luca 6:20).
Gesù ama tutto questo : chi lo segue deve essere matto come Lui!

L'INSUCCESSO CONTINUO 

La sua vita è piena di insuccessi. Cacciato dal suo paese è sconfitto, perseguitato, rifiutato, condannato a morte...

GESU E' UN PROFESSORE CHE HA RIVELATO IL TEMA DELL'ESAME

Se fosse un insegnante sarebbe licenziato subito!
Il tema dell'esame e il suo svolgimento è descritto a puntino da Lui : "verranno gli angeli, convocheranno i buoni alla destra , i cattivi alla sinistra, e tutti saremo giudicati sull'Amore" (Matteo 25:31 e seg.).
Sapendo questo, tutti potrebbero essere promossi.

GESU  HA TROPPA FIDUCIA NEGLI ALTRI.

Chiama gli apostoli, quasi tutti illetterati, rozzi, grezzi Affida a Pietro la Sua Chiesa e lui lo rinnega....ma continua a dargli fiducia
Nel tempo continuerà a chiamare gente come me ,te tutti noi .
La via di Dio passa per i limiti umani : chiama Abramo che non ha figli ed è vecchio, 
chiama Mosè che non sa parlare bene; 
chiama i dodici uomini mediocri e ignoranti, e uno di loro lo consegnerà alla morte; 
e per chiamare i pagani sceglie un violento persecutore, Saulo, e 
nella Chiesa continua a fare così.....
Gesù è un temerario incorreggibile: perciò ha scelto me, ha scelto voi, noi tutti  peccatori.

Gesù non si corregge proprio.

AMA LA POVERTA'

Il mondo ha paura della povertà (certamente non c'è da stare allegri). Oggi si parla tanto di lotta alla povertà Gesù esige dalla sua Chiesa e dai pastori, la povertà,che non sinignifica essere senza una lire ma il non attaccamento alle cose del mondo in modo da condividere con chi non c'è l'ha 

Gesù ha vissuto senza casa, senza assicurazione, senza deposito, senza tomba, senza eredità umane, umanamente e materialmente senza alcuna sicurezza. 
La Sua unica ricchezza è stata la grande libertà di amare


Nel mondo non c'è una strada intitolata a  Gesù:
La sua strada è questa via , carica dei suoi difetti , che siamo chiamati a fare nostri.
Riportato da Catechisti.it

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