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mercoledì 2 ottobre 2013

CALMATI



Se la tua fede vacilla, calmati: Dio ti guarda.
Se tutto sembra finire, calmati: Dio rimane.

domenica 4 agosto 2013

UN ALBERO CHE CADE FA PIU' RUMORE DI UNA FORESTA CHE CRESCE

di GIANFRANCO RAVASI, Avvenire 5.1.11

Un maestro indù mostrò un giorno ai suoi discepoli un foglio di carta con un punto nero nel mezzo. «Che cosa vedete?», chiese. «Un punto nero!» risposero. «Nessuno di voi è stato capace di vedere il grande spazio bianco!», replicò il maestro.

È questa la legge che fa riempire di cronaca nera i giornali e le televisioni: un solo delitto ha più peso di mille atti di generosità e d’amore, secondo i parametri dell’informazione. Anche noi siamo pronti a cogliere la pagliuzza nell’occhio dell’altro e ignoriamo la luminosità sorridente di tanti sguardi. È diventato così "normale" elencare tutte le amarezze dell’esistenza e ignorare la quiete e le gioie che pure accompagnano la maggior parte dei nostri giorni. Il nostro pensiero si fissa con più facilità sui punti neri del cielo della storia che non sulle distese di azzurro e di luce. Certo, non si deve essere così ottimisti o ingenui da ignorare il male che pure costella le vicende umane, ma non è giusto considerare come marginali la meraviglia delle albe e dei tramonti, lo stupore del sorriso dei bambini, il fascino dell’intelligenza, il calore dell’amore. Il sì è più forte del no.

E in questa linea vorremmo aggiungere un’altra nota. Ce la offre Pirandello nel suo dramma" Il piacere dell’onestà" (1918) quando il protagonista dichiara: «È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini si dev’essere sempre».

Anche nel bene può, quindi, vigere la stessa legge: il punto più luminoso dell’eroismo attira tutta l’attenzione, facendo dimenticare che è ben più mirabile il tenue filo di luce che percorre tutte le giornate di un genitore dedicato alla sua famiglia, forse con un figlio disabile. 
C’è un eroismo quotidiano che non fa suonare le trombe davanti a sé, ma che ha in sé una grandezza ben più gloriosa.


martedì 28 maggio 2013

I SOLITI FESSI:Don Tonino Lasconi


Signore, noi siamo i "soliti fessi".
Quelli che "al dunque" non si tirano indietro.
Quelli che non sanno mai trovare la scusa per dire "Non sono potuto venire"
Quelli che dicono: "Ormai ci siamo impegnati, non possiamo tirarci indietro".
Quelli che si ritrovano "sempre gli stessi" a lavorare, a sgobbare.
Quelli che devono inghiottire amari bocconi perché gli altri
oltre a non lavorare ti prendono anche in giro.
Signore, è duro.
Siamo sempre in tanti ad avere idee, a progettare, a programmare.
Ma poi, a lavorare, chi scappa di qua, chi fugge di là, chi non può,
chi non si ricorda...
E noi siamo i "soliti fessi".
Ci arrabbiamo, diciamo che questa è l'ultima volta;
che non ci cascheremo mai più...
Ma sappiamo che non è vero.
Perché non siamo soli. Ci sei Tu. Tu non hai mai tagliato la corda.
Aiutaci a stare in tua compagnia: anche Tu... ci sei sempre!

TUTTI VI DICONO....

Tutti vi dicono: «Tenetevi cari i vostri amici, perché altrimenti potrete rimanere soli!»
 Ma io vi dico: «Fatevi sempre nuovi amici, così tanti non saranno più soli!»

Tutti vi dicono: «State attenti ai compagni cattivi, perché vi possono creare fastidi!»
 Ma io vi dico: «Createvi dei fastidi per i compagni cattivi. Il bene deve essere diffuso».

Tutti vi dicono: «Mettetevi insieme a quelli bravi, a quelli intelligenti, a quelli educati». 
Ma io vi dico: «State vicino a quelli più in difficoltà, ai più timidi, ai più poveri, a quelli presi in giro da tutti».

Tutti vi dicono: «Non andate con chi non conoscete». 
Ma io vi dico: «Fate che nessuno sia per voi uno sconosciuto».
Solo così ci sarà più gioia.

AMICIZIA

Signore, cos’è l’amicizia?
Amicizia significa stima, aiuto, confronto e conforto.
Significa capire, arrabbiarsi, abbracciare, comprensione.
Amicizia vuol dire gioire insieme, piangere insieme,
pregare, parlare e crescere insieme.
Però a volte amicizia significa anche usare,
assecondare, mentire, piegare e tacere.

Signore cammina sempre al fianco della nostra “Amicizia”,
perché ogni litigio e pianto abbia come risultato
uno scalino in più nella scala della crescita umana.

Proteggi la nostra amicizia e rendila forte
anche davanti ai pericoli del mondo in cui viviamo.




sabato 25 maggio 2013

DIO CI AMA MA SEMPRE TRAMITE QUALCUNO:Don Pino Puglisi

ESSERE TESTIMONI DI CRISTO 


Il Signore sa aspettare."Nessun uomo è lontano dal Signore.Il Signore ama la libertà, non impone il suo amore. Non forza il cuore di nessuno di noi.Ogni cuore ha i suoi tempi, che neppure noi riusciamo a comprendere.Lui bussa e sta alla porta. Quando il cuore è pronto si aprirà.".

Il senso della vita."Ognuno di noi sente dentro di sé una inclinazione, un carisma.Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile.Questa chiamata, questa vocazione è il segno dello Spirito Santo in noi.Solo ascoltare questa voce può dare senso alla nostra vita".

Ho fatto del mio meglio."Bisogna cercare di seguire la nostra vocazione, il nostro progetto d'amore.Ma non possiamo mai considerarci seduti al capolinea, già arrivati. Si riparte ogni volta. Dobbiamo avere umiltà, coscienza di avere accolto l'invito del Signore, camminare, poi presentare quanto è stato costruito per poter dire: sì, ho fatto del mio meglio".

Come le tessere di un mosaico."Pensiamo a quel ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale.
Ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico.Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual’é il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual'è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo".

Le parole e i fatti."E' importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi.Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste.Tutte queste iniziative hanno valore ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole.E le parole devono essere confermate dai fatti".

Dio ci dà forza."L'amore per Dio purifica e libera. Ciò non vuol dire che veniamo spersonalizzati ma, anzi, la nostra personalità viene esaltata e potenziata, cioè viene data una nuova potenzialità alle nostre facoltà naturali, alla nostra intelligenza. Viene data una luce nuova alla nostra volontà".

Se ognuno fa qualcosa."Le nostre iniziative e quelle dei volontari devono essere un segno.Non è qualcosa che può trasformare Brancaccio.Questa è un'illusione che non possiamo permetterci.E' soltanto un segno per fornire altri modelli, soprattutto ai giovani.Lo facciamo per poter dire: dato che non c'è niente, noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualche cosa.E se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto...".

La testimonianza che diventa martirio."Il discepolo di Cristo è un testimone.La testimonianza cristiana va incontro a difficoltà, può diventare martirio.Il passo è breve, anzi è proprio il martirio che dà valore alla testimonianza.Ricordate San Paolo: "Desidero ardentemente persino morire per essere con Cristo".
Ecco, questo desiderio diventa desiderio di comunione che trascende persino la vita".
Citazioni tratte da suoi scritti e interventi archiviati presso il Centro a lui intestato in via Bonello a Palermo


......BEATO(martire della fede)

Questo sabato viene proclamato beato Padre Pino Puglisi (detto amichevolmente da chi lo conosceva “3P”… come le 3 Persone della Trinità… è un caso?). Questo prete, ucciso dalla mafia 20 anni fa ci ha mostrato la Trinità, non con un discorso teologico, ma con la testimonianza di vita. Ha mostrato che Dio ama i più poveri e piccoli, e che questo amore è possibile anche in quei luoghi, come il degradato quartiere Brancaccio di Palermo, che sembrano destinati solo alla violenza e all’abbandono. Non a caso ha intitolato il centro giovanile della sua parrocchia “Padre Nostro”, come segno di speranza. E la sua volontà e la sua fiducia in Dio e nelle persone non si sono fermate nemmeno davanti alle minacce e persino alla morte. Come Gesù anche Padre Puglisi è rimasto fedele perché si è sentito Amato da Dio e da Lui sorretto. Per questo è oggi proclamato testimone (martire) della fede.
Non tutti abbiamo una storia così forte e intensa come quella di Padre Pino Puglisi, perché ognuno di noi ha percorsi diversi di vita e di fede. Ma tutti possiamo amare, almeno un po’… e in questo amore conosciamo Dio veramente, e mostriamo Dio, Trinità d’amore, a coloro che lo cercano e lo vogliono conoscere.
“Dio non ci ama perché siamo buoni e belli, ma ci rende buoni e belli perché ci ama” (San Bernardo)
DON GIOVANNI BERTI


mercoledì 22 maggio 2013

DON TONINO BELLO


Non fidatevi dei cristiani “autentici” che non incidono la crosta della civiltà.
Fidatevi dei cristiani “autentici sovversivi” come san Francesco d’Assisi che ai soldati schierati per le crociate sconsigliava di partire.
Il cristiano autentico è sempre un "sovversivo".
Uno che va contro corrente, non per posa, ma perché sa che il Vangelo non è omologabile alla mentalità corrente.
don Tonino Bello


                         


.....CHE POSSIATE PASSARE DAI CRINALI DELL'ASCOLTO DELLE EMOZIONI SUI CRINALI SCOSCESI DELLA PRASSI CHE V'IMPEGNATE CHE VI SPORCHIATE LE MANI .......

martedì 14 maggio 2013

PENTECOSTE, FESTA DIFFICILE: Don Tonino Bello


…… la Pentecoste è una festa difficile. Ma non perchè lo Spirito Santo anche per molti battezzati e cresimati è un illustre sconosciuto.
È difficile, perché provoca l'uomo a liberarsi dai suoi complessi. 
Tre soprattutto, che a me sembra di poter individuare così:

Il complesso dell'ostrica.

Siamo troppo attaccati allo scoglio. Alle nostre sicurezze. Alle lusinghe gratificanti del passato. Ci piace la tana. Ci attira l'intimità del nido. Ci terrorizza l'idea di rompere gli ormeggi, di spiegare le vele, di avventurarci sul mare aperto. Se non la palude, ci piace lo stagno.
Di qui, la predilezione per la ripetitività, l'atrofia per l'avventura, il calo della fantasia.
Lo Spirito Santo, invece, ci chiama alla novità, ci invita al cambio, ci stimola a ricrearci.

Il complesso dell'una tantum.

È difficile per noi rimanere sulla corda, camminare sui cornicioni, sottoporci alla conversione permanente. Amiamo pagare una volta per tutte. Preferiamo correre soltanto per un tratto di strada. Ma poi, appena trovata una piazzola libera, ci stabilizziamo nel ristagno delle nostre abitudini, dei nostri comodi. E diventiamo borghesi.
Il cammino come costume ci terrorizza. Il sottoporci alla costanza di una revisione critica ci sgomenta. Affrontare il rischio di una itineranza faticosa e imprevedibile ci rattrista.
Lo Spirito Santo, invece, ci chiama a lasciare il sedentarismo comodo dei nostri parcheggi, per metterci sulla strada subendone i pericoli. Ci obbliga a pagare, senza comodità forfettarie, il prezzo delle piccole numerosissime rate di un impegno duro, scomodo, ma rinnovatore.

Il complesso della serialità.

Benché si dica il contrario, noi oggi amiamo le cose costruite in serie. Gli uomini fatti in serie. I gesti promossi in serie. Viviamo la tragedia dello standard, l'esasperazione dello schema, l'asfissia dell'etichetta. C'è un livellamento che fa paura. L 'originalità insospettisce. L 'estro provoca scetticismo. I colpi di genio intimoriscono. Chi non è inquadrato viene visto con diffidenza. Chi non si omogeneizza col sistema non merita credibilità. Di qui la crisi della protesta nei giovani e l'estinguersi della ribellione.
Lo Spirito Santo, invece, ci chiama all'accettazione del pluralismo, al rispetto della molteplicità, al rifiuto degli integralismi, alla gioia di intravedere che Lui unifica e compone le ricchezze della diversità.



La Pentecoste vi metta nel cuore una grande nostalgia del futuro. 
 Don Tonino Bello

mercoledì 24 aprile 2013

CHE COS'E' LA PREGHIERA?


MAHATMA GANDHI



La preghiera, è la chiave che apre la porta dei mattino e chiude la porta della sera. Non c'è pace senza la grazia di Dio e non c'è grazia di Dio senza preghiera. Ecco perché chiedo a tutti voi di seguire la consuetudine della preghiera.
La preghiera non è il passatempo ozioso di una vecchietta. Compresa nel suo vero valore e ben impiegata, essa è il più potente mezzo di azione. Senza dubbio la preghiera richiede una viva fede in Dio. La preghiera vuota è come un suono di tromba, o un rumore di cembali. Deve venire dal cuore. La preghiera che viene dal cuore ci distende, ci dà il senso della nostra misura, ci indica con chiarezza qual è il prossimo passo da fare.
Nella vita possiamo perdere molte cose, ma non la preghiera che ci lega in cooperazione a Dio e gli uni agli altri. La preghiera dovrebbe essere un bagno di purificazione per lo spirito dell'uomo. Se non ci laviamo nel corpo, ne soffre la salute, allo stesso modo lo spirito diventa immondo, se non laviamo il cuore con la preghiera. Vi chiedo, pertanto, di non trascurarla mai.
Scrivendo ad un amico sul tema della preghiera, mi venne tra mano una cosa bellissima scritta da Telinyson e la voglio presentare ai lettori per vedere se riuscissi, per caso, a convertirli ad una fede sicura sull'efficacia della preghiera. Questo il gioiello: "Più cose opera la preghiera di quelle che il mondo possa sognare. Lascia pertanto che la tua voce zampilli come una fonte per me, notte e giorno. Che cos'è l'uomo più di una pecora o di una capra che nutre una vita cieca dentro il proprio cervello se, conoscendo Dio, non alza le mani in preghiera per se stesso e per quelli che lo chiamano amico? E così l'intera terra rotonda, da ogni parte è legata con catene d'oro ai piedi di Dio".


martedì 26 marzo 2013

GESU' IL VERO AGNELLO SACRIFICALE -Susanna Tamaro

GESU' IL VERO AGNELLO
Gesù, probabilmente, “ha celebrato la Pasqua senza agnello”, in quanto l’Ultima Cena potrebbe essersi svolta prima del momento nel quale nella tradizione ebraica venivano immolati gli agnelli, e soprattutto perché egli stesso era la vittima sacrificale che, volontariamente, si offriva per la salvezza degli uomini (e degli agnelli)
(Papa BenedettoVI)







SUSANNA TAMARO

Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita.

lunedì 18 marzo 2013

COS' E' IL VANGELO - Susanna Tamaro

CHE COSA E' IL VANGELO? è una riflessione non convenzionale, ma estremamente suggestiva e poetica sulla potenza del Vangelo di Susanna Tamaro

Che cos'è il Vangelo? Un libretto di poche pagine e di poco prezzo, facile da tenere a mente per la semplicità delle sue storie, un libretto che ci fa fare bella figura con poco impegno, basta aprirlo qua e là per ricordare le sue frasi lapidarie e usarle poi, come sigillo della nostra saggezza.
«Chi è senza colpa scagli la prima pietra... Beati gli ultimi perché saranno i primi... E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli... Lasciate che i bambini vengano a me» e

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